Vangelo di Luca 24, 44-49
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"Poi disse loro: «Queste sono le cose che io vi dicevo quand'ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per capire le Scritture e disse loro: «Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. Voi siete testimoni di queste cose. Ed ecco io mando su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi, rimanete in questa città, finché siate rivestiti di potenza dall'alto»."

 

Predicazione tenuta mercoledì 5 maggio 2021

Testo della predicazione: Vangelo di Luca 24, 44-49

Predicatore: pastore Emanuele Fiume

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Ecco la sintesi di tutta la Bibbia fatta dal Signore Gesù Cristo stesso: “Si sono compiute tutte le cose scritte di Gesù Cristo nell’Antico Testamento, cioè che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno, e che suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme”. Cristo, il Messia, al centro della promessa dell’Antico Testamento – inaccettabile per alcuni che difendono un presunto copyright ebraico sul testo, per cui sarebbe diventato peccato interpretarlo cristologicamente, come qui fa Luca (ma faccio presente che il copyright è scaduto da tempo e adesso anche Biglino può parlare dell’Antico Testamento) – il centro della promessa, il compimento la promessa con la sua morte e il suo risveglio dalla morte, e da Gerusalemme, il centro dell’ebraismo fino ai confini della terra, si sarebbe predicato un “cambiamento di prospettiva” (ci dovrebbe star dentro tanto il senso della parola ebraica “cambiare strada” sia del greco “cambiare pensiero” che qui è tradotto “ravvedimento”) per il perdono dei peccati, cioè tutto questo, tutta la Storia biblica, ha sempre avuto e ha come obbiettivo la riconciliazione con Dio, secondo una presa d’atto di responsabilità e un dono di grazia entrambi avvenuti in Cristo, a tutti i popoli a cominciare da Gerusalemme. Tutto questo nessuno lo può comprendere se Gesù Cristo non gli apre la mente, iniziando a infondere il suo Spirito. Il rapporto inseparabile tra la testimonianza di Mosè, dei profeti e del re Davide – e poi degli Apostoli, “testimoni di queste cose”, e la persona di Gesù Cristo. Il rapporto inseparabile tra parola di Dio scritta e parola di Dio incarnata. Se le due parole si separano, ci ritroviamo da una parte con un Gesù alla mercé delle interpretazioni umane, dall’altra parte con una Scrittura di cui non si vede più l’orientamento verso Cristo, ma verso se stessi. Faccio un esempio: in campo etico negli ultimi decenni la Scrittura è utilizzata a destra e a sinistra, da reazionari e da progressisti, in appoggio alle proprie convinzioni e alle proprie visioni sulla sessualità, sulla famiglia, sulla società, sullo stile di vita. “La Bibbia dà ragione a me! La Bibbia dà ragione a noi!” no, la Bibbia non è stata scritta per darti ragione, è stata scritta per testimoniare di Gesù Cristo, riconciliazione di Dio con l’umanità ribelle, così è promessa nelle Scritture d’Israele e compiuta nella morte e resurrezione testimoniate dal Nuovo Testamento, una riconciliazione che riorienta il tuo passo se Gesù Cristo e il suo Spirito ti tolgono il paraocchi e ti aprono la testa per capire le Scritture. Perché oggi le facciamo parlare di altro, di tutto altro. Preferibilmente di etica. Con Luca, Paolo, Lutero e Zwingli voglio dirvi che tutte le Scritture parlano di Cristo. Cristo promessa di riconciliazione, Cristo realizzazione di riconciliazione. La Bibbia è vera? La Bibbia è parola di Dio? La Bibbia è ispirata? Sì, sì, sì! La Bibbia che ti parla di Cristo dalla prima all’ultima parola, che ti promette la redenzione e te la proclama realizzata, per te e per tutti i popoli della terra, e ti chiama a guardare verso una strada che non sapevi nemmeno che esistesse. Ma adoperare le Scritture per altro che per conoscere Cristo e il suo beneficio equivale a utilizzare uno degli strumenti più semplici e più utili che maneggiamo tutti tutti i giorni, la forchetta, per mangiare il brodo.

Il Risorto non è soltanto il contenuto del messaggio della Bibbia, il promesso e annunciato da Mosè, dai profeti e dai salmisti, e colui che aveva compiuto tutte le promesse davanti agli occhi dei discepoli, ma ne è anche l’unico autorevole e infallibile interprete. Aprì loro la mente per capire le Scritture e manda su di loro quello che il Padre suo ha promesso. Senza il Cristo risorto, senza la sua volontà, senza il suo Spirito,cioè se non si pone lui stesso come interprete e maestro, noi della Bibbia non possiamo capire nulla. Non importa se siamo nati in una famiglia di credenti o se una volta abbiamo letto un volantino, se abbiamo sempre guardato distrattamente a Cristo o se l’abbiamo cercato per una gran parte della nostra vita, ma se il Risorto non ci apre la Bibbia e non ci parla, se non c’è la sua persona e la sua voce, non possiamo scoprirlo come centro della testimonianza biblica. L’opera storica di riconciliazione, promessa da Dio e realizzata in Cristo, questo è, ed è quello che i paraocchi del nostro peccato ci impediscono di vedere. Ecco la necessità del ravvedimento per tutti i popoli della terra, ravvedimento necessario alla fede, ravvedimento per il perdono dei peccati, ravvedimento da non omettere, da non trascurare, da non relegare, perché è parte necessaria della predicazione. Se non mi ravvedo, se non “cambio prospettiva” nella Bibbia cerco e cercherò soltanto la giustizia in me stesso e l’ingiustizia nell’altro. Cristo ci parla, il vivente ci annuncia: “Ravvedetevi”, per capire che per l’altro e per me, Cristo stesso ha preso su di sé la condanna per dare a lui e a me la sua giustizia. Questo ti fa vedere il cambio di prospettiva. Prima non lo potevi vedere e c’era solo: “Ti ringrazio, Signore, perché io, perché noi, non sono, non siamo come quell’altro o quegli altri”. È sulle ultime righe del Vangelo di Luca che si gioca la tua partita decisiva con il Vangelo di Dio: hai i testimoni, cioè i profeti e gli apostoli, cioè leggi la Bibbia, la puoi leggere. Hai il Cristo risorto, che con il suo Spirito non si allontanerà mai da te, che ti fa leggere e comprendere la persona e l’opera di Cristo, e che ti parla di se stesso, senza ignorare tutte le distanze della Storia, della mentalità e delle circostanze, ma senza mai farsi da queste allontanare o zittire. Anzi, ai discepoli è promessa la potenza dall’alto che li rivestirà, una potenza, una persuasione, una sapienza che non potevano immaginarsi per la loro testimonianza e per la gloria di Dio. Perché in quel ravvedimento per il perdono dei peccati, in quel cambiamento di prospettiva, in quel guardare verso un punto sconosciuto e nuovo dell’orizzonte, lì c’è la nostra morte nel peccato e la nostra resurrezione nella giustizia, lì c’è la nostra conformazione a Cristo, nella sua morte e nella sua resurrezione. Questo è diventato reale, vero, per tanti, in tutto il mondo.

Dettagli
  • Data: Maggio 5, 2021
  • Testi:
  • Passaggio: Vangelo di Luca 24, 44-49