Vangelo di Luca 24, 36-43
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"Ora, mentre essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» Ma essi, sconvolti e atterriti, pensavano di vedere un fantasma. Ed egli disse loro: «Perché siete turbati? E perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io! Toccatemi e guardate, perché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che ho io». E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma siccome per la gioia non credevano ancora e si stupivano, disse loro: «Avete qui qualcosa da mangiare?» Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito; egli lo prese, e mangiò in loro presenza."

 

Predicazione tenuta mercoledì 28 aprile 2021

Testo della predicazione: Vangelo di Luca 24, 36-43

Predicatore: pastore Emanuele Fiume

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Terzo passo. Il primo: la tomba vuota e l’annuncio. Il secondo: l’incontro con i due discepoli sulla via di Emmaus, l’insegnamento e la condivisione. Ecco il terzo: il corpo. Il corpo risorto. Il corpo che i discepoli toccano e che mangia davanti a loro. Crediamo la resurrezione dei corpi, da questo incontro in poi. Questo è il Vangelo. Il corpo è risorto.

Mentre essi parlavano di queste cose… Giovanni specifica che le porte erano chiuse, ma non perché Gesù fosse un fantasma che passava attraverso le porte, ma perché Giovanni vuole proprio sottolineare che questa rivelazione è data all’interno della cerchia dei discepoli. In Luca questo particolare è più sfumato: “Gesù comparve in mezzo a loro”. Però c’è: il risorto si rivela alla sua cerchia di seguaci, a chi vuole lui. Non si manifesta in piazza o nel tempio. È come un condottiero che è andato a combattere e che torna e per prima cosa parla con i suoi collaboratori dichiarando di aver conseguito la vittoria, ma non è ancora il trionfo pubblico tra ali di folla acclamante. La resurrezione di Cristo è ancora un annuncio, fondato e provato, ma non è ancora una pubblica evidenza. Quindi, il risorto si rivela non a tutti, ma a coloro ai quali lui vuole rivelarsi. “Pace a voi!”. L’annuncio della presenza reale di Cristo al mondo. “Pace in terra agli uomini che Dio ama” (Luca 2,14) è il Vangelo degli angeli alla nascita di Cristo. Il Risorto in persona, corpo e anima, si manifesta per la prima, ultima e definitiva volta nel gruppo dei discepoli. E questa manifestazione è anche la sostanza della loro apostolicità, del loro essere mandati. Da chi? Dal Risorto. Gli apostoli saranno quelli e solo quelli che hanno visto il Risorto e che hanno avuto da lui il mandato della predicazione e dell’insegnamento. Morti loro, i loro insegnamenti sono stati scritti e/ o raccolti e sono i libri del Nuovo Testamento. L’unica successione apostolica è il Nuovo Testamento. E tutto questo comincia con questa testimonianza: la definitiva rivelazione del Risorto a tutto il gruppo dei discepoli.

Corpo o spirito? Sconvolti e atterriti, pensavano di vedere uno spirito… le mani e i piedi, proprio lui! Noi affronteremmo una visione di questo tipo nella categoria della suggestione, cioè metteremmo questo dossier nel settore della psicologia o, al massimo, della parapsicologia (che non è una scienza), ma noi viviamo dopo Voltaire. Prima di Voltaire, il cielo era popolato di forze, di presenze e di spiriti. Il soprannaturale esisteva, nel bene e nel male. L’illuminismo, Voltaire e Kant, lo hanno spazzato via, ma forse non sono riusciti a eliminare tutti quelli che popolavano il soprannaturale. Le forze che non controlliamo e che possono influenzare la nostra vita o impadronirsene, queste ci sono ancora, tutte. Solo, oggi sono ascritte all’economia, alla psicologia e alla sociologia. La questione non è se alla fine questo risorto se lo sono immaginato loro, se questa era una sintesi collettiva di quanto avevano sentito, o se lo spirito fosse un’apparizione indipendente dalla loro volontà e dal loro desiderio, qui la questione è se il Risorto è persona. Se è persona, è materiale. Non esistono persone immateriali. Questa è l’importanza del corpo risorto, della resurrezione dei corpi. Il corpo identifica la persona. Ancora oggi. Sulla carta d’identità c’è la vostra faccia, non i vostri sentimenti o le vostre aspirazioni. Ora, abbiamo già visto che tra il corpo sepolto e il corpo risorto c’è una continuità, ma non c’è una precisa identificazione. Paolo ai Corinzi: “Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; è seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale” (I Corinzi 15,42-44). Il corpo risorto è in continuità con il corpo morto come una pianta lo è al seme. Il vecchio corpo è riconoscibile nel nuovo, nelle mani e nei piedi di Gesù segnati dalla tortura della croce, ma questo non basta perché Gesù possa essere riconosciuto a vista. C’è una dimostrabile e appunto dimostrata continuità, e allo stesso tempo una irriducibile differenza, tanto che nessuno riconosce il Risorto guardandolo in faccia, così come a nessuno, guardando un maestoso noce, viene immediatamente in mente la piccola noce. Così la resurrezione è trasformazione, non rianimazione o riesumazione.

Per la gioia non credevano ancora e si stupivano. È contro ogni legge di natura e contro ogni esperienza. Per la gioia non credevano ancora, una gioia, un’euforia che intontisce e che impedisce di cogliere quanto si sta vivendo. E il Risorto che cosa fa? Si fa portare da mangiare e mangia davanti a loro. La tomba vuota, l’annuncio, l’insegnamento e la condivisione, il saluto di pace, le mani e i piedi… e mangia davanti a loro. Il vivente. I morti, gli spiriti, le apparizioni, gli angeli, le idee, le speranze, , le apparenze, le aspirazioni non mangiano mezzo pesce arrostito. È il vivente. Il testo biblico non solo non intende fornire una spiegazione del Risorto che viene proclamato e non dimostrato, ma demolisce ad una ad una tutte le congetture umane su questi fatti, dalla più becera (i suoi discepoli hanno trafugato il cadavere) alla più religiosa e pia (Dio l’ha trasformato in un angelo), perché Gesù è stato riconosciuto come vivente e perché gli angeli non mangiano pesce arrostito. Alla scienza e all’esperienza dell’umanità decaduta non vengono lasciati appigli per una gestione della resurrezione di Cristo in armonia con le leggi del mondo decaduto. La Bibbia affronta e vince tutte le obiezioni alla resurrezione di Cristo, purtuttavia questa resta un fatto inaudito, un fatto in cui la volontà e la potenza di Dio, che si attuano letteralmente come “vita”, prevalgono sulla legge della natura e dell’umanità decadute, che si attua letteralmente come “morte”. Tutti i limiti della nostra umanità decaduta nel peccato, tanto l’esperienza dell’ineluttabilità della morte quanto la speranza e il desiderio di altre forme di vita ideali o spirituali, dall’idea che non muore al diventare angeli o stelle in cielo, dagli insegnamenti immortali all’energia vitale che prenderà altre forme fino alla vita nel cuore e nel ricordo di chi resta, tutti questi limiti logici o idealistici, scettici o fideistici, sono manifestati e si accusano come limiti, si umiliano e si arrendono davanti al Risorto che mangia il pesce. Con l’atto di vita più familiare, più conviviale e più normale, più necessario e più comune, il Signore Gesù Cristo dimostra ai suoi discepoli di essere risorto, di essere vivente. Così la testimonianza efficace del Risorto non li abbandonerà. E a loro volta, di questo renderanno testimonianza a miliardi di esseri umani, e anche a noi.

Dettagli
  • Data: Aprile 28, 2021
  • Testi:
  • Passaggio: Vangelo di Luca 24, 36-43