Vangelo di Luca 1, 67-80
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"Zaccaria, suo padre, fu pieno di Spirito Santo e profetizzò, dicendo: «Benedetto sia il Signore, il Dio d'Israele, perché ha visitato e riscattato il suo popolo, e ci ha suscitato un potente Salvatore nella casa di Davide suo servo, come aveva promesso da tempo per bocca dei suoi profeti; uno che ci salverà dai nostri nemici e dalle mani di tutti quelli che ci odiano. Egli usa così misericordia verso i nostri padri e si ricorda del suo santo patto, del giuramento che fece ad Abraamo nostro padre, di concederci che, liberati dalla mano dei nostri nemici, lo serviamo senza paura, in santità e giustizia, alla sua presenza, tutti i giorni della nostra vita. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo, perché andrai davanti al Signore per preparare le sue vie, per dare al suo popolo conoscenza della salvezza mediante il perdono dei loro peccati, grazie ai sentimenti di misericordia del nostro Dio; per i quali l'Aurora dall'alto ci visiterà per risplendere su quelli che giacciono in tenebre e in ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace». Or il bambino cresceva e si fortificava nello spirito; e stette nei deserti fino al giorno in cui doveva manifestarsi a Israele."

 

Predicazione tenuta domenica 12 dicembre 2021
Testo della predicazione: Vangelo di Luca 1, 67-80
Predicatore: pastore Winfrid Pfannkuche
Per la versione audio della predicazione, clicca qui

 

Care sorelle e cari fratelli,

la porta d’ingresso nella storia evangelica sono due cantici: il cantico della madre di Gesù, la giovane Maria (che sarà la predicazione di domenica prossima), chiamato Magnificat (dalla prima parola in latino: L’anima mia magnifica il Signore), e il cantico del marito di Elisabetta, del padre di Giovanni Battista, il vecchio Zaccaria, chiamato Benedictus (dalla prima parola in latino: Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele).

Nell’evangelo si entra attraverso questi cantici, nell’evangelo si entra cantando, o non si entra. La storia diventa evangelica attraverso la gioia, si entra con gioia, o non si entra. Un canto gioioso, liberatorio, la lode: Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele.

Questo è lo scopo del cantico di Zaccaria: farci entrare con gioia nell’evangelo e nella nostra vita, passare con gioia per la soglia della porta di Dio e del nostro prossimo. Ci intona, ci dà l’altolà della nostra vita cristiana evangelica: Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele.

Ci dà la giusta intonazione, ci dà la giusta posizione, ci posiziona evangelicamente nella vita cristiana.

E qual è questa giusta intonazione, questa giusta posizione, la posizione evangelica che ci posiziona cristianamente nella vita?

Un passo indietro. Avvento, non ancora Natale: la nostra posizione nella vita è l’avvento, non il Natale. Un passo indietro. Giovanni, non ancora Gesù: la nostra posizione nella storia è quella del testimone, del profeta Giovanni, non quella di essere Gesù stesso. Un passo indietro. Aurora, non ancora il pieno giorno.

Non tutto Nuovo Testamento, ma l’Antico Testamento. Il cantico di Zaccaria è, come quello di Maria, tutta citazione dell’Antico patto, contiene tutta la gioia della Bibbia ebraica: Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele. Un passo indietro.

Non a caso c’è prima il cantico di Maria, la gioia per l’annuncio della nascita di Gesù, il Messia; e poi, un passo indietro, segue il cantico di Zaccaria per l’avvenuta nascita di Giovanni: qui siamo nati noi che saremo testimoni, come Giovanni, l’ultimo dei profeti. Infatti, subito dopo, nel capitolo due, saremo testimoni della nascita di Gesù. Un passo indietro. Infatti, i pastori, dopo averlo visto, tornano indietro. Si posizionano nella loro vecchia vita, facendo un passo indietro. Ma l’annuncio dell’angelo, anzi il cantico degli angeli e la visita a Betlemme rimarranno per sempre nei loro cuori, rimarranno per sempre l’intonazione, l’altolà della loro vita.

Ecco il segreto di una vita evangelica: un passo indietro, un passo indietro risulterà alla fine mille passi in avanti. Il di meno, alla fine risulterà di più. E il di più, alla fine, risulterà di meno. Anzi, del maligno.

Dalla giovane promettente Maria facciamo un passo indietro al vecchio Zaccaria. Dalla vergine che ha creduto al peccatore che ha avuto dei dubbi e perciò era rimasto muto. Muto fino a questo momento. Fino a questo cantico. E proprio il muto ora profetizza. Proprio il vecchio peccatore ora è pieno di Spirito santo: Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele.

Il Benedictus, il cantico di Zaccaria ci dà la giusta posizione evangelica nella vita. Fatemela risillabare in tre parole simili ai «sola» della Riforma protestante: solo Avvento, solo Giovanni, sola Aurora.

  1. Solo Avvento

La nostra vita è solo preparazione, attesa, sospesa tra due tempi, tra due avventi: l’avvenuto e l’avvenire, il perfetto e il futuro. Nel cantico di Zaccaria ci sono soltanto questi due tempi, il perfetto: ha visitato, ha riscattato, ha suscitato, come aveva promesso, e il futuro: ci salverà… E tu, sarai chiamato profeta… andrai davanti al Signore, e: l’Aurora dall’alto ci visiterà. Ci ha visitato e ci visiterà. Il perfetto e il futuro. Di mezzo noi, la nostra vita su questa terra, imprigionata nel presente. Il cantico ci libera dalla mano del presente, dalla casa di schiavitù del presente: ci restituisce un passato e un avvenire, dà respiro, un ampio respiro alla nostra piccola esistenza ridotta allo spazio stretto e spesso inquinato del presente.

Viviamo tra il perfetto e il futuro, tra il perfezionismo e il messianismo. Con il rischio di vivere solo al perfetto, senza futuro. O solo al futuro, senza passato. Chi vive solo al perfetto riduce la Bibbia a un libro di interesse storico-culturale. Col suo sapere del mondo occidentale cerca di conquistare il mondo intero. Chi vive solo al futuro strappa l’umanità alla Bibbia e la Bibbia all’umanità divinizzandola messianicamente. Col suo pregare del mondo popolare, religioso anch’egli cerca di guadagnare il mondo intero.

Solo Avvento: vuol dire un passo indietro, la rinuncia alla guerra tra il mondo colto e civilizzato e il mondo popolare e religioso. Solo Avvento: vuol dire un passo indietro, la rinuncia al tutto al presente, al tutto già oggi, al tutto subito incontenibile. Solo Avvento: vuol dire un passo indietro dal voler conquistare, guadagnare il mondo intero, ma perdere la propria anima. Il di più è di meno, anzi viene dal maligno.

  1. Solo Giovanni

Siamo solo Giovanni che dirà: non sono il Cristo. Siamo solo testimoni. La polemica cattolica ha sempre rimproverato al protestantesimo: «vi siete fermati a Giovanni, noi invece siamo il Cristo». Vi siete fermati alla parola, alla profezia, all’annuncio, alla predicazione, al perdono dei peccati. Siete rimasti solo avvento e non siete diventati Natale, non incarnate il corpo di Cristo. Noi abbiamo risposto: «voi invece vi siete messi al posto di Cristo, vi siete autogiustificati, salvati da soli». La Riforma protestante, è vero, ha tentato di fare un passo indietro. Si è posizionata nell’Avvento e, prima di Pasqua, nella Passione. Ma non è un gioco di partiti, di posizioni prese, di etichette: se c’è scritto «cattolico», «protestante» o quant’altro sopra, non cambia molto. Oggi molti cattolici richiamano a un tale passo indietro, e molti protestanti gridano al di più, dimenticando che viene dal maligno.

Il Dio che nel cantico di Zaccaria ci ha visitato e ci visiterà – letteralmente: che ha fatto e farà per noi l’episkopos, il vescovo, il guardiano, il sorvegliante che si prende cura di noi – lo perdiamo di vista se insistiamo troppo sul nostro essere vescovi e sorveglianti delle anime. Un vescovo deve saper fare un passo indietro, stare in guardia dal di più e mettere in guardia dal di più, preparare la via a un altro.

Posizionarsi con Giovanni battista nella storia evangelica fa sì che non perdiamo il popolo ebraico, volendolo sostituire, superare, o quant’altro. Fare un passo indietro significa posizionarsi là dove siamo in attesa con gli ebrei, in attesa dell’arrivo, per noi ritorno (poco cambia!), del Messia, del Cristo. Ecco il meraviglioso segreto evangelico: il di meno è di più. Solo avvento, solo Giovanni e, infine,

  1. Sola Aurora

L’Aurora dall’alto. Non da noi. Ma da Dio, dall’alto. L’Aurora. Apre l’orizzonte all’intera creazione. Fare un passo indietro per non perdere la solidarietà con il popolo di Dio, ma anche per non voler sostituire o superare la solidarietà con tutte le amate creature, tutta la bella creazione di Dio. Il di più, il volere sempre di più, e subito, distrugge la creazione e le creature di Dio. Il di meno si rivela alla fine mille volte di più.

Vivere la vita nella posizione dell’Aurora. Sì. È solo l’Aurora. Ma quant’è bella! È tutta la bellezza, prima che si fa giorno. Mentre siamo ancora nelle tenebre e nell’ombra della morte, in piena comunione e solidarietà con chi soffre e muore, schiacciato dal mondo del tempo presente. Ma, dal basso, dal buio, vediamo la bellezza dell’Aurora dall’alto.

 

Un passo indietro: solo Avvento, solo Giovanni, sola Aurora. Vuol dire che alla fine tutto ci sta ancora davanti. La vita ci sta ancora davanti. Anche se siamo «solo» un vecchio Zaccaria un po’ miscredente. È proprio lui che profetizza, canta e loda Dio con gioia, pieno di Spirito santo. Perché ha ancora tutto davanti.

E tu, bambino… infatti, alla fine, dopo essere passati per questa porta gioiosa che ci fa entrare nell’evangelo, siamo nei panni di quel bambino Giovanni che deve ancora crescere e fortificarsi. Rinati, riformati, ricreati. Che ci fa riscoprire che il di meno alla fine è di più, e il di più sarà di meno, anzi, del maligno.

Un passo indietro. Spesso basta un solo passo indietro, e ci riconciliamo, ritroviamo il perdono dei peccati, la pace. Un passo indietro e i nostri passi sono guidati verso la via della pace… Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele!

Dettagli
  • Data: Dicembre 12, 2021
  • Testi:
  • Passaggio: Vangelo di Luca 1, 67-80