Vangelo di Giovanni 12, 32
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«E io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me».

 

Predicazione tenuta giovedì 26 maggio 2022, Ascensione
Testo della predicazione: Vangelo di Giovanni 12, 32
Predicatore: pastore Winfrid Pfannkuche
Per la versione audio della predicazione, clicca qui

 

Care sorelle e cari fratelli,

Gesù dice: e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me. La parola dell’Ascensione. E io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me. Parla di una grande attrazione. Ecco una grande attrazione: «salì al cielo».

Che cos’è che ti attira? Da che cosa sei attirato?

Da tutto ciò che è bello, carino, simpatico, forte, interessante, impressionante, straordinario.

La nostra vita è andata avanti per attrazioni. Attirato da una ragazza l’hai sposata. Attirato da un’attività ne hai fatto un mestiere. Attirato dalla prospettiva di una vita migliore sei emigrato.

Non tutte le attrazioni della nostra vita sono andate a buon fine. Talvolta ci siamo fatti attrarre da un piccolo vantaggio, da un facile guadagno, da un effimero piacere e favore. Ci sono anche attrazioni fatali.

Le cose migliori della vita, ma anche le peggiori, sono precedute da una attrazione… la misteriosa forza della vita. Finché siamo attirati da qualcosa, finché siamo attirati da qualcuno, siamo vivi. Se non siamo più attirati da niente e nessuno, non viviamo più.

Quando siamo fortemente attirati, viviamo intensamente, con passione, momenti particolarmente felici della vita. Quando ci sentiamo noi stessi attraenti ancor di più. Oggi è quasi una mania: tutto dev’essere attraente. Tutto si deve trasformare in un’attrazione in questa «società degli eventi». Se non sei attraente, non sei significante, non ci sei. Belli, carini, simpatici, forti, interessanti, impressionanti, straordinari dobbiamo essere. Se non siamo attraenti, non ci siamo. Fuori. Fuori dal mondo. Fuori dalla storia. Che va avanti per attrazioni, altrimenti non va avanti.

La nostra chiesa è attraente? Siamo una chiesa bella, simpatica, forte, interessante? Anche qui sentiamo il richiamo della forza misteriosa del mondo che tutto dev’essere attraente o non è. Anche la chiesa è soltanto un pezzo di questa terra sottoposta alla vanità. Vanità delle vanità.

La chiesa riformata è senz’altro la chiesa che più di tutte le altre ha cercato di resistere al dover essere attraente. Niente immagini, niente incenso, nessun supermercato religioso, nessuno sconto. La Riforma ha tolto tutto alla chiesa e ha lasciato soltanto la Bibbia. Scritture. Parole.

Tra cui anche questa parola di Gesù in cui troviamo una forza, una potenza, una dinamica: e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me.

L’attrazione di Cristo. E io attirerò tutti a me. E tu? Senti l’attrazione di Cristo? Sei attirato da Cristo?

Cos’è l’attrazione di Cristo? O meglio: quando Gesù ci attira? Quando sarò innalzato dalla terra. L’Ascensione. Ma subito dopo (12,33), l’evangelista mette in chiaro: Così diceva per indicare di qual morte doveva morire. La croce. Altro che Ascensione. L’attrazione di Gesù parte da quel che forte non è. Da quel che bello non è. Da quel che è sconfitto. Condannato. Crocifisso. Innalzato alla croce.

Mentre i discepoli erano tutti scappati. Similmente anche nelle nostre chiese: all’inizio dell’anno liturgico, verso Natale, sentiamo una certa attrazione che, nel corso dell’anno viene meno, man mano che il bambino Gesù cresce, parla, soffre, muore e risorge. L’Ascensione è quasi dimenticata e la Pentecoste ci sfugge, comunque è senz’altro molto meno attraente del Natale.

Non siamo attirati da Gesù. Perché l’attrazione Gesù nasce da tutto ciò che attraente non è. Da ciò che è piccolo, debole, bisognoso. Sofferto. Sconfitto. Destinato a morire. Come la vita di tutti noi.

Fossimo attirati da Gesù… come sarebbe? E come saremmo noi? Liberi. Liberati dal dover essere attraenti. Affrancati dal dover essere una attrazione. Un’altra forza ci attira. Dove la troviamo? Nella parola di Gesù.

In questa parola non siamo più sottoposti alla forza della vanità. Alla forza della gravità. Alla nostra natura. A ciò che ci lega alla terra. Ci rende schiavi della terra. Ci condanna alla terra.

Esiste un’altra forza. Una potenza. Ascensionale. Che solleva. Sostiene. Ci supporta. Ci sopporta. Contro natura. «Ma questo è contro natura!» grida l’omofobia. La paura degli esseri umani, la paura di essere umani. Ecco, la paura di essere umani. Esiste una paura di essere umani. Sì, è contro natura, l’evangelo è contro la nostra natura omofoba.

Una forza che possiamo trovare nella parola di Gesù: e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me. L’Ascensione. Un’altra attrazione. La parola di Gesù. Lo Spirito d’amore di Gesù. Questo è anche lo Spirito che ispira le pagine della Bibbia, e le pagine della  nostra biografia. Lo Spirito d’amore di Gesù. Un altro amore: attirati da ciò che attraente non è. Lo Spirito santo.

Questo Spirito sia con te quando non ti attira più niente. Quando ti convinci che non hai più nulla che in qualche modo possa attirare l’attenzione di qualcuno. Quando la tua natura ti condanna. Questo Spirito sia con te.

Quello Spirito che diede respiro a tutto ciò che vive. Quello Spirito che risuscitò Gesù dai morti. Più forte della morte e più forte della legge della gravità. Perché ha il respiro più lungo. Sa aspettare. Fin oltre la morte.

Ecco la paziente attrazione di Gesù che pervade le nostre esistenze. La dolce attrazione di quell’Io. E dove c’è quell’Io sono ci sei anche tu. Sono io, io che ti parlo, dice Gesù alla samaritana al pozzo (Gio 4,26). E tu, seguimi. Non siete testimoni della gravità né della vanità conforme alla natura.

Ma siete testimoni di colui che dice: e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me.

Amen.

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  • Data: Maggio 26, 2022
  • Testi:
  • Passaggio: Vangelo di Giovanni 12, 32