Lettera ai Romani 8, 12-17
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"Così dunque, fratelli, non siamo debitori alla carne per vivere secondo la carne; perché se vivete secondo la carne voi morirete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete; infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: "Abbà! Padre!" Lo Spirito stesso attesta con il nostro spirito che siamo figli di Dio. Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati in lui."

Predicazione tenuta domenica 13 luglio 2020

Testo della predicazione: Lettera ai Romani 8, 12-17

Predicatore: pastore Emanuele Fiume

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Lo Spirito santo è il grande protagonista della teologia e della spiritualità degli ultimi cento anni. E come succede ai protagonisti, è stato tanto caricaturato. Nella religione comune, lo Spirito santo sembra il generatore di: sentimento, opinioni personali radicate, idee indiscutibili, interpretazioni personalistiche e spocchiose della Scrittura (siamo sicuri di avere superato problemi e comprensione dei nostri padri nella fede, cioè i romani che hanno ricevuto questa lettera nel 58 dopo Cristo, siamo sicuri? Io no!), esaltazione di un cristianesimo sentimentale e antintellettuale, superiorità della spontaneità sulla formazione, assolutezza della propria personale percezione. In brevissimo, tutti questi presunti frutti dello Spirito santo hanno reso traboccante la già nutrita cassetta degli attrezzi atti a scalpellare la D maiuscola. A scalpellarla dalla parola “Dio”, senza ovviamente sfiorare le altre due lettere.

Noi leggiamo la Scrittura. Lo Spirito santo guida alla vocazione, alla chiamata di liberati da Dio, di figli di Dio, di eredi di tutto di Dio con Cristo.

La vocazione che Dio ci rivolge non è di vivere secondo natura, perché questo si intende con l’espressione “secondo la carne”, cioè di vivere senza altra aspirazione che noi stessi; la vocazione di Dio è quella di aprire la vita allo Spirito santo. Qui, oggi, Dio viene a prenderti, dopo aver firmato sulla croce di suo figlio i documenti per la tua adozione. Tu sei un bambino e ti ritrovi in braccio a tuo padre che ti ha adottato. E gridi: “Abbà! Papà!”. È l’unica parola in aramaico di tutta la lettera ai Romani. L’aramaico di Paolo, perché gli ebrei di Roma parlavano tutti latino e greco da generazioni. È Paolo che scrive come lui chiama Dio da figlio adottato, in braccio a lui. Chiama il padre celeste con la lingua materna, con la lingua imparata dalla madre terrena. Dio ti ha adottato, tu l’hai chiamato, ti ha preso in braccio, adesso ti porta lì dove vedi quello che avrai, quello che ti spetta come figlio ed erede. È tanto, tanto che ti stancherai di imparare tutto quello che ti spetta, ma sarà tutto per te e per sempre.

Sono figli di Dio tutti coloro che sono condotti dal suo Spirito, senza condizioni di lingua, di cultura e di religione. Prima della venuta del Messia, la fede ispirata dallo Spirito di Dio era, pur con delle eccezioni, era una prerogativa del popolo ebraico ed era vissuta da questo in modo abbastanza esclusivo; ecco, dopo la venuta di Cristo non è più la carne, non è più la circoncisione che determina l'appartenenza al popolo santo, ma l'azione dello Spirito di Dio che conduce gli eletti alla fede in Cristo. In Cristo, Dio ha rotto le barriere del popolo, Dio è libero di adottare chi vuole adottare. Se lo Spirito è ininvestigabile nella sua scelta, è chiaro nella sua azione: lo Spirito resta fedelmente a condurci. Non è uno spirito misterioso che ci sballotta nel dubbio, che ci abbandona e ci molla quando meno ce lo aspettiamo, è uno Spirito fedele che ci conduce per portare a compimento in noi il piano che Dio ha preparato per i suoi figli. Per questo lo Spirito ci conduce rendendoci figli adottivi di Dio mediante la fede che lo Spirito stesso produce in noi. Non accorrono altri segni che la sola la fede in Cristo per poterci considerare figli di Dio; non si può decidere di nascere nella fede perché nessuno di noi ha deciso di nascere,  nessuno di noi può scegliere la fede, perché è lo Spirito che sceglie noi e ci fa nascere di nuovo come credenti.

Lo Spirito santo non è uno spirito di schiavitù che genera paura. Nella Bibbia e nella vita ci sono molti spiriti, spiriti ambigui, spiriti maligni, che generano insicurezza, che fanno nascere in noi ansia e preoccupazione. Gli spiriti che ti dicono: "Tu sei colpevole, non c'è rimedio a quello che hai fatto, nessuno può cancellare il tuo errore!" oppure ti dicono: “Tu sbagli, devi fare come dico io, altrimenti sbaglierai sempre!” gli spiriti che dicono: “Tu non puoi essere e fare quello che posso essere e fare io”, questi sono gli spiriti sporchi come le mosche, quegli spiriti di schiavitù che procurano disperazione e dolore agli indifesi. Lo Spirito santo non ha nulla a che vedere con lo spirito di schiavitù perché è uno Spirito di adozione, uno Spirito di misericordia e di pace che non ci fa essere più estranei a Dio, ma che ci rende figli del Dio onnipotente. Non ci incatena, ma ci persuade. Convince il nostro spirito, la parte più intima del nostro essere, che siamo stati veramente adottati da Dio come suoi figli e che ne godiamo tutti i privilegi. “Tu sei figlio di Dio” è il Vangelo dello Spirito santo.

Questa adozione mediante lo Spirito non resta senza effetti nella nostra vita, perché tutti i figli, anche i figli adottivi, sono legittimamente eredi di tutte le ricchezze del padre e quindi sono coeredi del figlio naturale. Questa adozione ci rende ricchi mentre prima eravamo miserabili. La sua giustizia e la sua regalità, la sua santità e la sua gloria diventano veramente nostre mediante lo Spirito santo che ci ha adottati e che conferma questa promessa al nostro spirito; la vita eterna di Cristo presso il Padre diventa il nostro traguardo, la nostra destinazione e predestinazione. In più, ci è promessa e ci è assicurata la sofferenza: noi condividiamo anche la sofferenza di Cristo con tutti i suoi benefici, soffriamo perché seguiamo Cristo che ha sofferto. Martin Lutero diceva che la sofferenza è il vestito di nozze del cristiano. Il cristiano porta il nome di un salvatore che ha sofferto. La sposa ha l’abito bianco e tutti la vedono; il credente porta il nome e la sofferenza di Cristo, e tutti lo vedono e lo devono vedere. La sofferenza non resta fine a se stessa, non è un merito, è una conformazione a Cristo. Seguiamo un Salvatore che è salito sulla croce facendosi carico della sofferenza del mondo. E noi accogliamo anche questa sofferenza, che conduce alla gloria eterna di Cristo. Quella gloria eterna resa effettiva dalla resurrezione e dall'ascensione di Cristo sarà la gloria di tutti quelli che Dio ha adottato come suoi figli, alla sua presenza e in vita eterna.

Abbiamo sentito che lo Spirito santo ci persuade dell’adozione e di tutti i benefici di Dio. Ma lo Spirito, che è come il vento, non si può toccare, come fa ad agire in noi? Allora, immaginatevi di osservare da lontano un gruppo di persone che si trovano molto molto lontano. Voi li vedete muoversi insieme e non ne capite il motivo. Mano a mano che vi avvicinate, li vedete sempre più distintamente: si muovono, si dimenano proprio tutti insieme, apparentemente senza senso. Quando vi avvicinate ancora, cominciate a sentire quasi indistintamente una musica, e vi accorgete che quel gruppo di persone sta ballando al suono della musica che il vostro orecchio ormai distingue sempre più chiaramente. Ora potete sentire quella musica, siete abbastanza vicini, e vi accorgete che è bellissima e che anche voi potete ballare al suono di quella musica, che potete fare festa con gli altri. Anzi, la musica è così bella e trascinante che non potete proprio fare a meno di ballare anche voi. Così è l'azione dello Spirito santo sul nostro spirito: la sua potenza si adopera per la nostra convinzione; non ci aggredisce, ma ci fa volere quello che Dio vuole; non ci trascina in catene, ma ci presenta un invito irresistibile. Non si può resistere impassibili all'azione dello Spirito così come non potete resistere impassibili all'ascolto della vostra musica preferita; in questo modo lo Spirito di Dio convince il nostro spirito, la parte più interna del nostro essere, lo persuade di tutte le promesse e di tutti i benefici che vuole garantire, e soprattutto del fatto che siamo diventati figli adottivi di Dio, e che quindi abbiamo parte al suo tesoro e ai suoi privilegi. Lo Spirito di adozione ci permette di invocare familiarmente Dio Padre, con il diritto che hanno i suoi figli.

Lo Spirito di Dio ci invita in modo irresistibile alla familiarità con il Padre, ma soprattutto ci persuade del fatto che godiamo di tutti i benefici di Dio e di Cristo quali essere consolati con una parola buona e vera, essere membri viventi della chiesa, della compagnia dei credenti, avere il perdono dei peccati, essere destinati alla resurrezione e alla vita eterna. Lo Spirito conferma queste verità e persuade il nostro spirito che siamo figli di Dio, adottati, presi in braccio, e a Dio noi diciamo: “Papà”.

Dettagli
  • Data: Settembre 13, 2020
  • Testi:
  • Passaggio: Lettera ai Romani 8, 12-17