Vangelo di Matteo 4, 1-11
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"Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. E il tentatore, avvicinatosi, gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani». Ma egli rispose: «Sta scritto: "Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio"». Allora il diavolo lo portò con sé nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio, e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: "Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo, ed essi ti porteranno sulle loro mani, perché tu non urti con il piede contro una pietra"». Gesù gli rispose: «È altresì scritto: "Non tentare il Signore Dio tuo"». Di nuovo il diavolo lo portò con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, dicendogli: «Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori». Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana, poiché sta scritto: "Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto"». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli si avvicinarono a lui e lo servivano."

Predicazione tenuta domenica 21 febbraio 2021

Testo della predicazione: Vangelo di Matteo 4, 1-11

Predicatore: pastore Emanuele Fiume

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Allora… allora Gesù era appena stato battezzato da Giovanni, e Dio suo Padre l’aveva pubblicamente riconosciuto come figlio. Prima Gesù è riconosciuto da Dio, poi è subito tentato dal diavolo. Il riconoscimento da parte di Dio viene insidiato dal diavolo. Ciò che è viene ripreso dalla parola del diavolo che dice: “Se è così…”. Mette quel “se” davanti alla verità. “Se sei figlio di Dio…” Questo è il lavoro del diavolo, he non sappiamo da dove viene, ma che sappiamo, dobbiamo sapere che va, sappiamo e dobbiamo sapere che se ne deve andare.

Nel deserto, che è il luogo della solitudine e nell’ora della tentazione, Gesù vince. E vince per noi, che come cristiani portiamo il suo nome. Non siamo esposti da soli, ma siamo difesi, siamo protetti dalla vittoria di Gesù contro le tentazioni del maligno.

«Se tu sei il Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani». Satana avrà detto: “Ma tu sei il Figlio di Dio? Guarda che tuo padre ti ha dimenticato! Smetti di pensare a lui, che ti fa fare la fame. Pensa al tuo pane e non ti aspettare altro”. Questa è la prima tentazione. Pensa al tuo pane e non ti aspettare altro. Non ti aspettare un pane celeste che ti nutre in vita eterna, non ti aspettare il pane della consolazione concreta e vera, non ti aspettare il pane di una parola di verità che viene da lontano per entrare nella tua bocca e nel tuo cuore. No, c’è solo il pane materiale. C’è solo la tua casa, la tua vacanza, la tua automobile, la tua comodità, la tua pancia piena. Morirai sazio, in una bella casa che diventerà di altri, con qualcuno che verserà una lacrima, ma questa lacrima non riuscirà a dare senso alla tua vita. Gesù respinge questa tentazione dopo quaranta giorni di digiuno, il massimo che il fisico umano può sopportare. E la sua risposta è chiara: la parola che esce dalla bocca di Dio è nutrimento che fa vivere. Tutta la Scrittura definisce la parola del Signore come la parola che non passa. Chi cede alla tentazione, in questa vita avrà in abbondanza, ma nella nuova vita morirà di fame in eterno, perché l’abbondanza di questo mondo non è esportabile nel regno di Cristo. Invece, chi avrà digiunato con Cristo, riceverà il pane per vivere oggi e in eterno.

La seconda tentazione. Se la prima giocava sull’assenza di Dio, sulla sua ira, sul peccato, la seconda tentazione penetra dalla fede. Che viene strattonata in direzione di una fiducia disordinata e superba, ciò che oggi definiremmo “fanatismo”. Gesù è portato sul pinnacolo del tempio, il luogo più alto di Gerusalemme. “Buttati giù, Gesù! Tuo Padre ti protegge. Te lo dice anche la Bibbia. Puoi fare qualsiasi cosa”.  Posso salire in terrazza, buttarmi giù gridando: «Dio, salvami!». E questa sarebbe fede? Forse. Ma fede in chi? Fede in un Signore potente, o in un servo potente, così potente da stendere la rete di protezione prima che io arrivi al suolo. Chi tenta la grazia di Dio esponendosi a inutili prove e pericoli e poi invocando l’aiuto di Dio, lo tratta da servo. Il suo aiuto, la sua protezione sono doni straordinari, mai dovuti, mai scontati, mai da mettere in tasca e da esibire con prove assurde. Sotto la parvenza di fede, la seconda tentazione ribalta il rapporto con Dio: mi butto giù e tu devi salvarmi, io comando, io ho l’iniziativa, sia fatta la mia volontà nei cieli com’è fatta in terra. Non abbiamo diritto di tentare Dio, di stuzzicarlo, di dargli ordini con il nostro fanatismo. Questa tentazione viene rifiutata. Come sarà sceso poi Gesù dal pinnacolo del tempio? Certamente per le scale. Così quando state male pregate con fervore, ma andate subito dal medico.

Terza tentazione. Il potere. Tutti i regni del mondo e la loro gloria. Dati a te. Tutto il potere sulla casa, sulla famiglia, sui tuoi cari. Dato a te. Tutto il potere in ufficio, in azienda. Dato a te. Tutto il potere nella chiesa. Dato a te. Il potere è una cosa neutra? Dipende da come lo si usa?  Allora, molti sostengono di sì, io sostengo di no. Il potere tenta le persone, le condiziona e le cambia. Il potere non è neutro, così come il denaro non lo è. Che tu ne abbia, tanto, quanto basta, o troppo poco, questo condiziona la tua vita. Non è vero che è neutro e che dipende da come lo usi. Che tu abbia sul tavolo un euro o un milione di euro, non è la stessa cosa. Se oggi vinci un milione di euro al superenalotto, stanotte non dormi, mentre se non vinci niente, dormi. Se vinci, stanotte non dormi! Lo stesso discorso vale per il potere. E per questo c’è bisogno della legge per contenere il potere, e una società decente mette il potere personale al di sotto e non al di sopra della legge. Ora il potere assoluto, dal padre padrone a Hitler, il potere assoluto richiede il rinnegamento di Dio. Il diavolo promette tutti i regni della terra… se Gesù si prostra e lo adora, se Gesù rinnega Dio e accoglie il tentatore nel suo cuore. La tentazione del potere, il quale esige una dedizione assoluta, senza autonomia e senza critica. Gesù la respinge con le stesse parole che rivolgerà a Pietro: “Vattene via da me”. Gesù caccia via da lui qualsiasi Satana che lo tenta con la gloria per distoglierlo dal suo servizio e dalla sua obbedienza fino alla croce.

La domanda che vi state ponendo tutti: esiste il diavolo? Sì. Sì, perché il male non è un possesso, ma un possessore. Noi non ci serviamo del male, ma è il male che si serve di noi. Noi non gestiamo il male, ma il male gestisce noi. Sì, perché non conosciamo e non possediamo l’origine del male. Grande problema della teologia: da dove viene il male. Non possiamo e non dobbiamo saperlo, perché conoscere significa poter gestire. Per questo non conosciamo l’origine del male. Neanche la Bibbia ci descrive, ci spiega l’origine del male. Sì, perché Dio gli si contrappone. Sì, soprattutto perché il male profondo è ingestibile, e non ha una spiegazione che ci permette di controllarlo. C’è un’ombra misteriosa che è pronta a scatenare e a moltiplicare il male che è in noi. E forse quello che ci fa più capire questa azione personale è proprio la moltiplicazione. Faccio un esempio. Lo sterminio degli ebrei in Europa durante la seconda guerra mondiale. Questo non è spiegabile come somma della malvagità umana, solo come moltiplicazione di questa malvagità. La somma algebrica dell’odio, del razzismo, dell’antisemitismo ecc. non può dare sei milioni di morti. Solo la moltiplicazione li può dare. IE così, questo è il male che ci tenta chiedendoci una libera decisione, e poi la decisione non porta alla libertà, ma all’asservimento, con conseguenze catastrofiche, con la morte. Ora, che cosa continua a chiedere il diavolo? Continua a chiedere e a offrire l’autoaffermazione. Se tu sei… allora…. Vuole offrire ancora ricchezze, sicurezza e potere. Modi diversi per l’unica grande tentazione, quella di prendere il posto di Dio creando i nostri beni, gestendo la nostra protezione e diventando Signori del mondo o di una sua porzione. Nessuno di noi è immune da questa tentazione, per questo ripetiamo le parole del Padre Nostro. Ma ti faccio presente che non è la tua voce che manda via Satana. È la voce di Cristo che lo allontana. Lo allontana da lui e lo allontana da noi, che siamo in Cristo per la fede. Non pensate di essere migliori di tante persone che sono cadute nella tentazione, che ne sono immediatamente diventate complici, vittime, e tutt’e due le cose insieme. La differenza sta solo in questo: io non incontro il diavolo perché c’è una parola potente e vincente, ed è la parola di Cristo, che lo allontana. Sono protetto dalla parola evangelica di oggi. Non ho bisogno di vincere la tentazione. Dobbiamo soltanto lasciarci proteggere dalla parola del Cristo che l’ha vinta. E soprattutto, dobbiamo proclamare che Cristo ha vinto la tentazione, ha intrapreso il suo cammino di umiliazione e di morte, ed è stato risvegliato alla vita e colmato di gloria. Se solo fossimo riusciti e se riuscissimo a comunicare meglio questa buona notizia, la vita di tante persone a noi care troverebbe nel proprio buio una piccola, ma irriducibile luce che non permette alle tenebre di prevalere.

Il Signore Gesù Cristo vince queste tentazioni perché è il Figlio di Dio che prende la croce, la sua morte, la nostra morte, sulle spalle. Il Signore Gesù Cristo dice: “Vattene, Satana!” anche per noi. Noi non lo incontriamo perché è stato sconfitto da Gesù Cristo. Gesù ha respinto le tentazioni, per sé e per tutti quelli gli appartengono, che sono cristiani, che portano il suo nome, che sono suoi, che sono in lui.

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  • Data: Febbraio 21, 2021
  • Testi:
  • Passaggio: Vangelo di Matteo 4, 1-11