Vangelo di Matteo 11, 25-30
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"In quel tempo Gesù prese a dire: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli.  Sì, Padre, perché così ti è piaciuto.  Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio, e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.  Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero»."

Predicazione tenuta domenica 21 giugno 2020

Testo della predicazione: Vangelo di Matteo 11, 25-30

Predicatore: pastore Emanuele Fiume

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Il Signore Gesù Cristo ci parla di rivelazione ai semplici, di giogo dolce e di carico leggero. Queste sono parole che all’interno del cristianesimo, all’interno delle nostre chiese crediamo di aver capito e addirittura assorbito, le sappiamo a memoria, perché sono diventati slogan della spiritualità e parole dolci. Al di fuori dal contesto delle chiese, chi sente queste parole, si chiede non se, ma quando arriva la fregatura. Con queste barriere, che abbiamo dentro e fuori la chiesa, non viene colta quella che è la terribile portata polemica di questa e di altre parole del Vangelo, col bel risultato che al massimo ne sfioriamo il senso e restiamo prigionieri di pregiudizi e di superficialità che non ci guideranno alla liberazione della nostra coscienza.

Che cosa ti libera? Il fatto che, se il Signore Gesù lo vuole, tu lo puoi conoscere, e se conosci lui, conosci Dio stesso. E hai tutto in lui, tutto fatto in lui, la tua salvezza, la tua libertà, il tuo futuro. Il suo giogo per te è dolce, e porta lui tutto il peso che adesso ti sta schiacciando. Il Signore Gesù Cristo fa a cambio con te. Ti dà quello che porta lui, e lui prende quello che stai portando tu.

Il Vangelo di oggi inizia con la lode e il ringraziamento di Gesù a Dio, suo Padre, perché ha nascosto queste cose ai savi e agli intelligenti e le ha rivelate ai piccoli fanciulli. I savi e gli intelligenti qui sono i sacerdoti, i farisei e i maestri della legge, coloro che guidano e orientano le folle oppure il piccolo gruppo di iniziati, di convinti e di degni, ma che non li guidano alla liberazione, li guidano all’oppressione. Dio aveva dato al popolo d’Israele una legge quale garanzia e guida di libertà, questa veniva poi reinterpretata dai maestri religiosi come oppressione. La legge era stata fatta per l’uomo, per la sua vita libera con Dio, i farisei facevano l’uomo per la legge, imponendone un’interpretazione contro la libertà e contro la vita. I religiosi, invece di aiutare la gente a conoscere e ad amare Dio in piena libertà, erano diventati i dittatori della legge e i dittatori delle anime. Difatti, dopo queste parole abbiamo l’episodio della violazione del comandamento del sabato. Quindi il senso di queste parole di Gesù in questo contesto è fortemente polemico. Dio ha rivelato il Vangelo ai piccoli, ai discepoli che non erano nessuno, e lo ha nascosto a quelli che contano. Dio ha deciso così, Dio ha predestinato così. Per i farisei, per i sapienti, per quelli che contano, il Vangelo è nascosto, è estraneo. Non conoscono e non conosceranno la liberazione, ma soltanto l’oppressione, soltanto il dover essere e il dover fare, soltanto il rapporto di forza. Invece il Vangelo di Gesù Cristo è rivelato ai piccoli, ai discepoli. E vediamo come.

In tutto il capitolo 11 che leggeremo, leggeremo nelle rispettive case, si parla di chi è Gesù, il figlio di Dio. Allora questa è la buona notizia, questo è il Vangelo. Incontrando Gesù, incontri e conosci Dio stesso. Non incontri una religione, non incontri un precetto, non incontri nemmeno un’idea giusta. Se incontri Gesù, incontri Dio. E lo incontri come giustizia e come misericordia. Questo è il Vangelo. Dice il Signore Gesù Cristo: “Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio, e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo”. Sta dicendo prima di tutto che lui è conosciuto, cioè è approvato completamente da Dio, sta dicendo che in quello che Gesù è c’è Dio in un modo che non appare agli umani. Ed è per questo che sono più quelli che lo respingono che quelli che lo accolgono. Il rapporto tra Gesù e Dio suo Padre è un rapporto che rimane segreto davanti al mondo, ma viene rivelato a chi entra in rapporto con Gesù. Tu di Dio non sai niente, niente di vero, finché Gesù non ti parla, finché Gesù non ti rivela chi è lui e chi è che l’ha mandato. E a questo punto la conoscenza che hai ricevuto in rivelazione ti ha coinvolto, ci sei dentro. Il rapporto tra Gesù e Dio suo Padre, o se vogliamo usare un linguaggio più classico diciamo la trinità e la sussistenza delle due nature, la divina e l’umana, nella persona di Cristo, questa non è una roba che vedi attraverso il vetrino. Come credente ci sei dentro, è nel tuo rapporto con Gesù, nel tuo ascolto obbediente della parola che Gesù ti rivela.

A questo punto un onesto spot: Venite a me, dice Gesù. Venite a me. C’è un sottinteso (polemico!): non andate dagli altri, non andate dai maestri del sacro, non andate dai gerarchi religiosi che vi dicono che cosa dovete fare e che cosa no. Non andate da quelli che vi fanno credere che la religione sia un pacchetto di regole e di regolamenti. Non vi fidate di loro. Non andate da quelli che vi spiegano tutto per asservire le vostre coscienze, e non per liberarle. “Venite a me - dice Gesù - voi tutti che siete affaticati e oppressi, io vi darò riposo”. Voi che siete affaticati e oppressi dalla vita e dai pesi della vita, voi che siete affaticati e oppressi perché avete commesso un errore e non vi hanno annunciato la giustizia e il perdono di Dio, ma solo la condanna. Voi tutti che siete affaticati e oppressi perché le parole dei capi, di qualunque chiesa siano, non vi portano a Cristo, ma vi lasciano soli, vi lasciano schiacciati dalla colpa. Venite a me, dice Gesù. Per due volte promette il riposo dell’anima, e proclama chi è, mansueto e umile, e la mansuetudine era una dote attribuita al Messia, chiama al discepolato. “Imparate da me”. Il giogo e il carico, figure della legge, il giogo come simbolo di direzione (perché la parola di Dio dirige la tua vita) e il carico come responsabilità, l’uno è dolce e l’altro è leggero. Non sei allo stato brado, ma come discepolo di Gesù sei trattato da Dio con umanità. Dio in Cristo ti tratta in modo umano, mentre gli altri, tutti gli altri ti hanno trattato in modo inumano. Ti hanno caricato di cose da fare senza riposo. Gesù promette un giogo dolce, che non ti strozza, Gesù ti promette un carico leggero, che non ti schiaccia, e il riposo della liberazione da tutte le oppressioni.

“Venite a me, dice il Signore Gesù Cristo, e io vi darò riposo”. Abbiamo letto tante volte queste parole, tante volte le abbiamo anche avulse dal loro contesto. Avete visto, sono parole con una carica polemica, perché su questo invito non si gioca il rapporto tra le chiese, non si giocano i grandi poteri delle grandi chiese o i piccoli poteri delle piccole chiese. Su questa parola di Gesù si gioca la salvezza eterna. Gesù ti dà riposo, Gesù prende il peso che ti sta schiacciando. Gesù prende la tua condanna e ti dà la sua libertà. Ti dà la libertà di chiamare il Dio altissimo “Padre”, e la libertà di vivere chiamando il male “male” e il bene “bene”. Ti dà la libertà del comandamento adempiuto: Gesù Cristo è la verità, perciò in Cristo il nostro parlare non è menzogna, non è reticenza, non è fumo. Per vivere meglio tutti, da umani e da credenti. In un onesto confronto tra le due stalle, la stalla dei farisei di ieri e di oggi e la stalla del Signore, io mi arrischio ad affermare due cose. Primo: il rapporto con il Dio giusto e misericordioso lo trovi solo nella persona di Cristo, che te lo rivela. Non lo trovi in altri che pretendono solo di dettar legge, la loro legge, la loro volontà che vogliono sia fatta. Il Signore Gesù Cristo porta il tuo peso e ti dà il suo giogo e il suo carico, il Signore Gesù Cristo ti porta a Dio con umanità, con amore, con chiarezza. Secondo, questa differenza non la nota la testa, che può essere piena di altre cose. Non la nota il cuore, perché il cuore umano è assolutamente e perfettamente in grado di amare il proprio carnefice. La nota la schiena! Come sta la tua schiena? Come sta la tua schiena? Tante parole vi opprimono. Una parola vi libera. Vi libera subito! Qui, sulle spalle, sentite la differenza. Le vostre spalle, la vostra vita sentono la differenza tra le parole che caricano e la parola che libera. E quando siete stracaricati, non riuscite a liberarvi da soli. Venite a me, dice il Signore Gesù Cristo. Basta fidarsi di false guide! O, per restare sulla schiena, non scarichi da solo la tua gerla e troppi altri pensano soltanto a mettere dentro la tua gerla i loro pesi più gravosi, dicendo poi che è colpa tua quando è colpa loro.  Questo è caricare di pesi gli altri, questo fanno i cattivi maestri. Nel mondo in questi mesi  abbiamo soltanto sentito accuse di colpa: ”è colpa della Cina l’epidemia… no, è colpa del governo… è colpa della gente che esce di casa… è colpa del sistema sanitario…” In un mondo straziato dall’epidemia, che non è solo malattia, ma una somma di malattia e paura, di contagio e di sospetto, di preoccupazione e di spavento, chi ha portato per altri questo terribile peso? Da chi avete avuto una mano forte, che portasse la sofferenza di chi si è ammalato, di chi ha pianto per un proprio caro, di chi ha avuto paura per gli altri e per se stesso? Ci vuole un altro che ci aiuti, che prenda su di sé il nostro peso, e che ci doni un giogo dolce, un carico leggero, un riposo dell’anima. Uno che ti liberi dai pesi e ti dia riposo. Questi è il Signore Gesù Cristo.

Ti dia il suo riposo. Ti dia il suo riposo dalla condanna, dal senso di colpa, dalla solitudine che moltiplica tutto questo, dall’ignoranza, dallo scetticismo, dalla paura, dall’asservimento della coscienza, dall’indifferenza, dai falsi leader che credono di sapere quello che è giusto e che credono di poterlo imporre, da tutto questo Gesù Cristo ci dia il suo riposo, ci dia la sua verità, ci dia la sua grazia. Ci conservi e ci difenda tutti nel suo discepolato e nella sua libertà.

Dettagli
  • Data: Giugno 21, 2020
  • Testi:
  • Passaggio: Vangelo di Matteo 11, 25-30