Vangelo di Matteo 11, 2-6
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"Giovanni, avendo nella prigione udito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: «Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?» Gesù rispose loro: «Andate a riferire a Giovanni quello che udite e vedete: i ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono purificati e i sordi odono; i morti risuscitano e il vangelo è annunciato ai poveri. Beato colui che non si sarà scandalizzato di me!»"

Predicazione tenuta domenica 13 dicembre 2020

Testo della predicazione: Vangelo di Matteo 11, 2-6

Predicatore: pastore Emanuele Fiume

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Dice il Signore Gesù Cristo: “Beato colui che non si sarà scandalizzato di me”.

E lo manda a dire a un uomo in prigione, assieme alla testimonianza dell’evidenza delle sue opere. Lo manda a dire a un uomo che aveva servito Dio, e che ora si trovava in carcere, e che probabilmente sapeva che non ne sarete uscito vivo. La domanda dei discepoli di Giovanni: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?” è la domanda riportata da parte di un uomo che stava per essere ucciso. E la cui ultima domanda è questa. Sapere se Gesù è il messia. In carcere prima di morire non si pensa a questioni oziose. C’è un grosso volume che si chiama “Lettere dei condannati a morte della resistenza europea” dove di ozioso, di inutile non troverete nemmeno una parola. Prima di morire tutti si concentrano sull’essenziale. Difatti in questa domanda c’è la domanda che ciascuna anima che incontra Gesù gli rivolge. Gesù, chi sei? Sei tu quello che stavamo aspettando? Sei tu quello che deve portare il regno di Dio in terra e anche in me? La domanda era fondamentale. Giovanni aveva invitato il popolo al pentimento per accogliere il messia che doveva venire. Ora il messia era proprio quel Gesù?

Gesù non risponde direttamente. Invita i discepoli di Giovanni a testimoniargli  quello che odono e vedono. Gesù non tratta i discepoli di Giovanni come postini, ma li nobilita come testimoni, chiede loro di testimoniare a Giovanni, chiede loro di prendere posizione su quanto avviene attorno a Gesù. I ciechi recuperano la vista, gli zoppi camminano; i lebbrosi sono purificati e i sordi odono; i morti risuscitano e il vangelo è annunciato ai poveri, agli oppressi. Cioè il regno di Dio tocca tutti loro e viene toccato da loro. La buona notizia è annunciata ai poveri. C’è il regno di Dio nelle parole e nelle opere di Gesù, c’è, si sente, si vede, ma è il regno per gli ultimi. Devi cercarlo tra gli ultimi e non tra i primi. Non lo cogli nella conquista di Gerusalemme, ma nella guarigione di due ciechi e di un muto. Non lo cogli in una parola sontuosa, in un discorso epocale, ma in una parola che cambia la vita di chi la ascolta. Il regno di Dio viene con potenza, con evidenza, si rivolge, si rivela agli ultimi.

Questo provoca lo scandalo. L’inciampo. Ci si scandalizza di Gesù. Si inciampa su Gesù. Perché? Perché il mondo riconosce e onora il primo sopra i primi, non il primo per gli ultimi. Ma questo essere per gli ultimi è la caratteristica dell’opera di Gesù Cristo. Non c’è altro Gesù Cristo se non quello che fa avanzare il regno tra gli ultimi. Il Cristo cappellano dei potenti è una bestemmia, allora come lo è oggi. Ma il mondo, ancora oggi, cerca il suo cristo tra i primi. “Perché Gesù non ha messo a posto il mondo? Perché anche dopo di lui la gente ha continuato a combattere, a morire, a soffrire e a far soffrire?” Allora ti scandalizzi perché Gesù Cristo non è Superman? Ti scandalizzi perché il vangelo ti riferisce di un cieco che recupera la vista e di una parola autentica ed efficace e ti chiede di aver fede in questo Gesù, di aver parte in lui e lui in te, di accoglierlo perché sei da lui accolto? Ti scandalizzi perché da Gesù cerchi tutte le risposte ai tuoi problemi e a tutti i problemi del mondo, ma non le trovi e la prima cosa che trovi è la sua domanda: “Tu chi dici che io sia?”. Ti scandalizzi perché non ti è proposta una soluzione, ma una conversione, ti scandalizzi perché non trovi quelle risposte che desideri per convincerti a lasciare il mondo e la tua vita così come sono, ma trovi un cammino, un cammino di cambiamento, una giustizia nuova, una vita santa che diventa ogni giorno più santa con Gesù. Beato chi non si sarà scandalizzato, chi non avrà inciampato  sull’opera e sulla parola di Gesù per gli ultimi. Beato chi comprende che le grandi cose di Dio si realizzano per le piccole vite che ricevono il Vangelo della vita grande.

Dice il Signore Gesù Cristo: “Beato colui che non si sarà scandalizzato di me”. Di che cosa? Del fatto che il Vangelo di Dio entri nelle vite degli ultimi. Questa è la caratteristica del Vangelo. Appunto, un vangelo che benedice i primi, un vangelo che si regge abbracciato al potere, un vangelo che spiega il male del mondo e della tua vita per fartelo accettare, un vangelo che ti dà sempre ragione e non ti fa mai cambiare idea, un vangelo siffatto è una falsità e perciò è un pericolo per la tua salvezza. Il vero e santo Vangelo, la buona notizia di Dio, è Gesù stesso che tocca gli ultimi e che parla agli ultimi. È il dono della giustizia e della vita a chi è oppresso e di chi è ai margini. Oggi come allora, il falso vangelo seduce il mondo e il vero Vangelo lo scandalizza. Facciamo un esempio? La polemica sulla messa di mezzanotte che è stata anticipata a causa dell’emergenza Covid. Polemica scatenata da chi a messa ci va sempre e da chi a messa ci va solo quella volta, - io non direi niente perché io a messa non ci vado mai - ma certamente afferisce alla questione del libero esercizio del culto in rapporto alla situazione sanitaria. Ma il problema dal punto di vista del Vangelo non è quale Natale senza messa di mezzanotte, qui il problema è quale Natale nelle terapie intensive! Persone curate in buoni reparti, con attenzione e con umanità, o persone accatastate in un corridoio in mano a mestieranti che telefonano ai parenti dicendo: “Suo padre tra dieci minuti sarà morto”; ecco,  persone nella stessa situazione ma in condizioni che possono essere così diverse, chiuse in luoghi che sono di speranza di speranza ma che sono anche di morte, ecco, quale Vangelo del Natale ricevono? Le chiacchiere perché quest’anno non c’è la messa di mezzanotte e come ha scritto un autorevole quotidiano di questa città, fanno nascere Gesù due ore prima? Ci sono state quest’anno migliaia di persone che hanno lasciato questo mondo in un letto di ospedale senza poter vedere i parenti e senza cura pastorale, migliaia solo in Italia, e il problema è la messa di mezzanotte? Ciechi e sordi! Per questo bisogna non ascoltare il Vangelo e non vedere la realtà! Il regno di Cristo o si manifesta in mezzo al dolore o è un falso regno di un falso cristo. O si manifesta per gli ultimi o è una pagliacciata. O questo Vangelo è annunciato ai poveri oppure è un vuoto spettacolo sacro. O i morti resuscitano, cambiano, passano dalla morte alla vita, passano dalla vita di peccato alla vita di giustizia di Cristo, oppure è solo folklore. Il regno del Messia e le terapie intensive, questo è il problema che scandalizza, tanto da perdere tempo con l’orario della messa. Gesù Cristo, che tocca gli ultimi e li guarisce, che porta il suo Vangelo, la sua buona notizia agli ultimi, questo è ancora scandalo per il mondo. Il mondo lo odia, lo disprezza. Per noi la via non è quella di spiritualizzare il Natale, la festa buona dove tutti sono buoni. Non è questo il Natale, e non è questo il Vangelo. Nemmeno, di “fare il nostro”  la beneficienza che poi agisce da risciacquo rapido della nostra coscienza. La via è soltanto quella degli ultimi. Il Signore Gesù Cristo è venuto al mondo per chi adesso combatte la malattia nel suo corpo, nel corpo degli altri, nei luoghi dove vive. Il Signore Gesù Cristo è con chi guarisce, perché Cristo è guarigione, è vita nuova. Il Signore Gesù Cristo è con chi muore, ed è anche, lui solo, con chi muore senza consolazione, perché il Signore Gesù Cristo è morto senza consolazione: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. È il Natale delle terapie intensive. Beato chi non se ne scandalizza.

Ci è sempre difficile entrare così profondamente nel dolore e nella fatica degli altri, degli ultimi. Ma possiamo riconoscerci, comunque, ultimi, uniti agli ultimi davanti a Gesù Cristo. Ultimi in comunione con gli ultimi perché quest’anno, per amore di Dio e del prossimo,, celebreremo due culti di Natale, insieme, per permettere a tutti di condividere in sicurezza, perché il Vangelo del Natale è un dono e non una pretesa o un’esibizione. Ultimi in comunione cogli ultimi perché in ogni caso, davanti a Dio, hai tutto da ricevere e non hai mai nulla da dare. La presenza di Dio, il suo Vangelo ti fa riconoscere come ultimo, perché il Primo, Gesù, sia primo per te e per la tua salvezza. Forse, sei ultimo e non lo sapevi, e Gesù è il tuo primo e non lo sapevi. Ma ora hai ricevuto il Vangelo, ora lo sai.

Ma beato chi non si sarà scandalizzato di Gesù Cristo. Beato chi accoglie con gioia la parola e l’opera di Gesù Cristo, che cambia la gente e che cambierà il mondo. Che guarisce la gente, che trasforma la gente, che è buona notizia per i poveri. Questo tempo di Avvento sia per noi la beatitudine di chi riceve la testimonianza autentica di questo Gesù, del vero Gesù venuto nel mondo per questo, e la accoglie con gioia nell’obbedienza della fede.

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  • Data: Dicembre 13, 2020
  • Testi:
  • Passaggio: Vangelo di Matteo 11, 2-6