Vangelo di Luca 22, 31-38
Contenuto

"«Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli». Pietro gli disse: «Signore, sono pronto ad andare con te in prigione e alla morte». E Gesù: «Pietro, io ti dico che oggi il gallo non canterà, prima che tu abbia negato tre volte di conoscermi».

Poi disse loro: «Quando vi mandai senza borsa, senza sacca da viaggio e senza calzari, vi è forse mancato qualcosa?» Essi risposero: «Niente». Ed egli disse loro: «Ma ora, chi ha una borsa, la prenda; così pure una sacca; e chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico che in me dev'essere adempiuto ciò che è scritto: "Egli è stato contato tra i malfattori". Infatti, le cose che si riferiscono a me, stanno per compiersi». Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade!» Ma egli disse loro: «Basta!»"

Predicazione tenuta domenica 31 gennaio 2021

Testo della predicazione: Vangelo di Luca 22, 31-38

Predicatore: pastore Emanuele Fiume

Per la versione audio della predicazione, clicca qui

Non ci esporre alla tentazione. La situazione comincia a precipitare. Prende velocità. Quello che appare sicuro ora, tra mezz’ora può essere completamente smentito dai fatti. Le cose che si riferiscono a Gesù, stanno per compiersi, in mezzo alla piena confusione degli uomini. Si avvicina la tentazione, che i discepoli non riconoscono. Proprio perché non la conosciamo, non sappiamo da dove e quando si presenta, la tentazione è tanto pericolosa che solo Dio ci può difendere (“Non ci esporre alla tentazione”), perché ci coglie impreparati e disarmati, ci fa mancare il terreno sotto i piedi, ci fa sembrare che tutto crolli più velocemente di quanto riusciamo a comprendere e a reagire. Perdiamo il contatto con la realtà. Restiamo stravolti. Pietro tradirà; i discepoli non capiscono una delle ultime parole di Gesù prima del suo arresto.

La tentazione. La tentazione di distrarre il nostro cuore da Gesù Cristo, da colui che compie tutte le promesse di Dio accettando di essere contato tra i malfattori. La tentazione che è vinta da Gesù Cristo per noi.

Satana ha chiesto a Gesù di vagliare i discepoli come si vaglia il grano. Il grano viene fatto saltare nelle aie: la pula, che è più leggera, viene portata via dalla brezza, il grano ricade nella sua cesta. Non sappiamo che cosa Satana abbia suggerito a Gesù, forse qualcosa del tipo: “Sei proprio sicuro che questi siano degni della tua morte? Perché vai a morire se non ti capiscono nemmeno quelli che ti sono più vicini?” Il diavolo non soltanto si accorge che quelle ore decisive, le ore dell’istituzione della Santa Cena e della preparazione di Gesù alla sua morte, sono le ore in cui il comportamento dei discepoli è peggiore; ma si accorge anche del fatto che Pietro vuole fondare la sua fede sulla sua decisione di fedeltà e di servizio. Su buoni sentimenti umani, ma appunto su sentimenti umani. Se Gesù avesse dato ascolto al diavolo, sicuramente non avrebbe trovato dei motivi per morire per i suoi discepoli e per ciascuno di noi. Tra i discepoli c’è un traditore, c’è un esaltato che poi rinnegherà a tutti che litigano perché ciascuno vuole essere il più importante. Satana mostra l’evidenza della situazione e pone la domanda fondamentale: in tutto questo materiale umano c’è qualcosa che valga la pena di salvare?

Il Signore dice a Pietro: «Ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno». Gesù non ascolta Satana, ma parla con Dio; Gesù non giudica, ma intercede. In questi momenti la fede di Pietro esiste soltanto su questa preghiera di intercessione di Gesù. Pietro è convinto di avere una fede che smuove le montagne, ma questa fede è una percezione fasulla. Informo che esistono le percezioni fasulle, esistono! La fede c’è perché Dio te la dà, e non perché sei convinto di averla. Gesù fa l’unica cosa veramente utile in questa circostanza: prega Dio affinché questa fede ci sia, affinché questa fede esista, affinché questa fede sopravviva alle tentazioni durissime di quei giorni così terribili. Come la preghiera di Gesù ha avuto risposta e Pietro non ha visto spegnersi la sua fede, così Gesù gli dice che, una volta convertito, Pietro renderà forti gli altri cristiani. Com’è che la fede di Pietro precede la conversione? Convertirsi non significa accettare la fede, significa comprenderla nel senso di cambiare mentalità, significa andare altre la mentalità presente. Pietro qui stato chiamato da Gesù, ha la fede che salva, ma non ha ancora la conversione, non ha ancora la comprensione di questa fede. Quando l’avrà, allora potrà predicare coraggiosamente a Gerusalemme ed essere una colonna della Chiesa. Prima è soltanto un uomo troppo sicuro di sé.

Infine, il Signore Gesù Cristo parla ai discepoli dei tempi durissimi che stanno per venire e vorrebbe prepararli a una resistenza spirituale: “Ma ora, chi ha una borsa, la prenda; così pure una sacca; e chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.” Sta per essere trattato come un malfattore e in questo si compiranno le profezie sul Messia. I discepoli non comprendono che è l’annuncio dell’ora decisiva in cui il Maestro sarà massacrato. Al contrario, interpretano quelle parole come un grido di battaglia che esorta a confidare nelle armi. Ecco qui due spade. Le potenze del mondo, l’impero romano, il sinedrio e il popolo di Gerusalemme stanno per scagliarsi contro il Signore, che cosa pensano di fare con due spade? Gesù stava dicendo loro: “Preparatevi alle ore più dure che un discepolo può vivere” e loro capiscono che ci sarà da menare le mani, come Pietro aveva prima fatto professione di insipiente eroismo. “Basta!” Non vuol dire che le due spade bastano, come aveva sciaguratamente interpretato la chiesa cattolica nel Medio Evo, che bastano le due spade, cioè il potere temporale e quello spirituale entrambi nelle mani del papa. Il Signore mette fine a una discussione inutile con coloro che non riuscivano a comprendere che il momento più terribile si avvicinava con sempre maggior velocità.

Lo scambio delle parole tra Pietro e i discepoli e Gesù mettono a nudo la differenza tra la comprensione umana della morte di Gesù e il valore che Dio le dà. I discepoli sono pronti a battersi: “Signore, ecco qui due spade”. Pietro comprende la cosa come un atto eroico e imitabile: “Signore, sono pronto ad andare con te in prigione e alla morte”. Ma c’è un problema, cioè che non si programma di diventare eroi. “Due amici” è un racconto di Maupassant che descrive la storia di due pensionati, Morrisot e Sauvage, che vanno a pesca vicino alla linea del fronte durante l’assedio di Parigi. Vengono catturati dai prussiani e accusati di spionaggio. Si rifiutano di rivelare la parola d’ordine per entrare a Parigi e così vengono fucilati. Dopo la fucilazione l’ufficiale tedesco si fa friggere i pesci pescati dai due, li mangia e poi si siede a fumare la pipa. Non si programma di diventare eroi, come non l’avevano programmato Morrisot e Sauvage. Ma la morte di Gesù non è una morte eroica: è il suo contrario, una morte maledetta, la morte dei criminali. Pietro vuole accompagnare Gesù un questo cammino, ma non è possibile. Non sa quello che sta dicendo. La morte di Gesù non è una decisione umana e nessun essere umano potrà essere dalla parte di Gesù in quei momenti. Gesù sarà solo. I discepoli, le folle osannanti, il mondo intero, anche noi saremo tutti dalla parte di chi l’ha tradito, di chi l’ha rinnegato, di chi l’ha condannato. Quando il gallo avrà cantato, Gesù sarà solo. E da solo affronterà la morte per salvare la stessa umanità che tanto volentieri l’aveva condannato. I discepoli non lo vedranno, perderanno il contatto con lui. Pietro lo tradirà tre volte, cioè lo tradirà completamente. Gli altri si disperderanno. Perché chi attraversa la tentazione non vede Gesù Cristo, proprio mentre il Signore sta compiendo per tutti i tentati l’opera della redenzione. Non vedi il tuo Signore nella tua tentazione, nella tua disperazione, nella tua solitudine! Lo vorresti vedere e non lo vedi!

Ho sognato che camminavo in riva al mare con il Signore

e rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita passata.

E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme:

le mie e quelle del Signore.

Ma in alcuni tratti ho visto un sola orma.

Proprio nei giorni più difficili della mia vita.

Allora ho detto: “Signore, io ho scelto di vivere con te

e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me.

Perché mi hai lasciato solo nei momenti più difficili?

E lui mi ha risposto: “Figlio, tu lo sai che ti amo

e non ti ho abbandonato mai:

i giorni nei quali c’è soltanto un’orma nella sabbia

sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio”.

Nell’ora della tentazione il Signore Gesù Cristo prega per Pietro e va a morire come un malfattore. Questo è il prezzo della nostra preghiera: “Non ci esporre alla tentazione”. Non ci abbandonare alla tentazione, Signor Gesù, perché tu l’hai vinta per noi, con il tuo amore e con la tua vita.

Dettagli
  • Data: Gennaio 31, 2021
  • Testi:
  • Passaggio: Vangelo di Luca 22, 31-38