Vangelo di Luca 22, 1-13
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"La festa degli Azzimi, detta la Pasqua, si avvicinava; e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di farlo morire, ma temevano il popolo.

Satana entrò in Giuda, chiamato Iscariota, che era nel numero dei dodici. Egli andò a conferire con i capi dei sacerdoti e i capitani sul modo di consegnarlo nelle loro mani. Essi si rallegrarono e pattuirono di dargli del denaro. Egli fu d'accordo e cercava l'occasione buona per consegnare loro Gesù di nascosto alla folla.

Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva sacrificare la Pasqua. Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo: «Andate a prepararci la cena pasquale, affinché la mangiamo». Essi gli chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?» Ed egli rispose loro: «Quando sarete entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua; seguitelo nella casa dove egli entrerà. E dite al padrone di casa: "Il Maestro ti manda a dire: 'Dov'è la stanza nella quale mangerò la Pasqua con i miei discepoli?'" Ed egli vi mostrerà, al piano di sopra, una grande sala ammobiliata; qui apparecchiate». Essi andarono e trovarono com'egli aveva detto loro e prepararono la Pasqua."

Predicazione tenuta mercoledì 13 gennaio 2021

Testo della predicazione: Vangelo di Luca 22, 1-13

Predicatore: pastore Emanuele Fiume

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La festa di Pasqua si avvicinava. Allora come oggi, una festa soprattutto in famiglia, una festa che le famiglie del popolo d’Israele celebrano con una cena, con un convivio familiare e allo stesso tempo liturgico, che ricordava la liberazione dalla schiavitù d’Egitto. Era un rivivere la memoria di questa liberazione nell’ascolto della parola di Dio e nei simboli di questa improvvisa liberazione  e i primi difficili passi verso la libertà. Ora questa festa, con la sua liturgia familiare, avrebbe distratto l’attenzione  del popolo verso Gesù e avrebbero permesso di liquidarlo in una maniera sicura, in modo che non potesse essere difeso dal popolo.

Satana entrò in Giuda. Era il momento determinato, atteso da diciotto capitoli prima. Luca 4,13: “Allora il diavolo, dopo aver finito ogni tentazione, si allontanò da lui fino a un momento determinato”. Ecco il momento determinato. Matteo e Marco narrano il convito di Betania, che invece Luca omette, come causa del tradimento di Giuda. L’offerta dell’olio sul capo di Gesù aveva irritato alcuni presenti, che protestavano che con i soldi dell’olio prezioso si sarebbe potuto aiutare i poveri. Non sappiamo se Giuda era stato deluso dallo spreco ben accolto, accettato dal maestro, tanto da non sentire che quell’olio era segno della sua morte, o se era stato deluso proprio dall’annuncio della morte di Cristo, quindi dall’annuncio della sconfitta del movimento di cambiamento che Gesù rappresentava agli occhi di molti e questo l’aveva disilluso. Luca scrive che “Satana entrò in Giuda”. Un discepolo, tra i più stretti, viene posseduto dal diavolo. E Satana lo guida alla separazione, al tradimento e infine alla disperazione.

Giuda tratta con i nemici sul modo di consegnare Gesù. Quindi, non è avvicinato con proposte di collaborazione, non è tentato da un’offerta in denaro. Fa tutto lui. Egli andò a conferire con i capi dei sacerdoti e con i capitani. Non ha bisogno di cedere alla tentazione perché ne è già posseduto. Di sua iniziativa si reca dai nemici di Gesù e offre di consegnarglielo con discrezione, non davanti al popolo,  in cambio di un compenso in denaro. Allora questa è la prima volta in tutta la Bibbia in cui un uomo viene venduto, viene consegnato in cambio di denaro. E quell’uomo è Gesù. Venduto da uno tra quelli che lo conosceva meglio. E così Giuda è di fatto l’unico essere umano che con la sua opera contribuisce a mettere in atto il sacrificio di Cristo. Ma questa collaborazione umana, questo sinergismo, si attua mediante un turpe tradimento. Non è qui il luogo per fantasticare su che cosa possa aver pensato il traditore e men che meno per riconoscere un presunto fascino del discepolo che collabora alla redenzione dell’umanità vendendo il proprio maestro, attirandosi la condanna e il disprezzo del cielo, della terra e della Storia. Ma qui è il luogo per riflettere su uno dei personaggi più vicini a Gesù che riconosce al proprio maestro un prezzo in denaro. La sua mano che consegnerà Gesù, in cambio avrà del denaro. “Ogni uomo ha il suo prezzo” diceva Howard Hughes, e questo è il punto di vista umano, cinico, in fondo non lontano da ciascuno di noi. Luca scrive “Satana entrò in lui”, cioè un cuore vicino a Gesù può essere dominato e determinato dal grande Separatore che induce al tradimento e che paga con la disperazione mortale. Un uomo che aveva la fiducia di Gesù, che teneva la cassa, che prenderà parte alla Cena del Signore. Perché non esiste una fedeltà umana. L’unica fedeltà affidabile è quella di Cristo nei nostri confronti. La chiesa si deve sempre ricordare di questo e non illudersi di vivere nella bolla in cui sono tutti bravi e tutti buoni.

Ora, l’uomo che porta l’acqua, che condurrà i due discepoli nel luogo dove sarà consumata l’ultima cena. A questo punto il raccolto evangelico comincia a correre su un piano inclinato, come se tutto d’ora in poi dovesse andare come andrà, e andrà verso la morte di Gesù. Vedere un uomo che portava una brocca d’acqua non era usuale, perché solitamente l’acqua veniva portata dalle donne, un compito tipicamente femminile. Poi, costui si reca presso una casa dove c’è una sala pronta per Gesù e il gruppo dei discepoli. Due piccoli miracoli al di fuori dell’area di sicurezza di Gesù, cioè il tempio, dove era protetto dai pellegrini che simpatizzavano per lui. Ora è in città, in territorio potenzialmente ostile, ma in questo viene accolto con questi piccoli miracoli, come se fosse già tutto preordinato e pronto per lui, per loro, per l’ultima cena. E i discepoli prepararono la Pasqua, avranno comprato pane azzimo, erbe amare e un agnello intero, senza ossa rotte, sgozzato e certificato puro dai sacerdoti, in un luogo pronto a ospitare il più grande e più importante annuncio della morte di Gesù. Il quale accetta volontariamente, dal principio, questo terribile percorso. E così due discepoli sicuramente si stupivano di quanto accadeva, di come la parola del Maestro guidava a situazioni favorevoli e apriva loro porte nel suo nome, e un altro discepolo, mediante uno degli atti più turpi che la morale umana conosca, tradiva lo stesso Maestro per denaro e così facendo lo rendeva, davanti alla Storia umana, la vera vittima pasquale. La Passione di Gesù Cristo è anche la rivelazione del peggio dell’umanità. Si comincia da qui e poi si prosegue. Nel punto focale di questo peggio, Dio saprà affermare la sua, e solo sua, giustizia.

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  • Data: Gennaio 13, 2021
  • Testi:
  • Passaggio: Vangelo di Luca 22, 1-13