Vangelo di Luca 20, 1-8
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"Uno di quei giorni, mentre insegnava al popolo nel tempio ed evangelizzava, sopraggiunsero i capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani, e gli parlarono così: «Dicci con quale autorità fai queste cose, o chi ti ha dato questa autorità». Ed egli rispose loro: «Anch'io vi farò una domanda. Ditemi: il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?» Ed essi ragionavano così tra di loro: «Se diciamo: "Dal cielo", egli ci dirà: "Perché non gli credeste?" Ma se diciamo: "Dagli uomini", tutto il popolo ci lapiderà, perché è persuaso che Giovanni fosse un profeta». E risposero di non sapere da dove venisse. Gesù disse loro: «Neppure io vi dico con quale autorità faccio queste cose»."

Predicazione tenuta mercoledì 4 novembre 2020

Testo della predicazione: Vangelo di Luca 20, 1-8

Predicatore: pastore Emanuele Fiume

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«Ma chi ha dato quest’ordine?» l’abbiamo sentito tante volte in film di guerra, dove chi pronunciava questa frase pretendeva di avere un’autorità, di grado, un’autorità di esperienza, di anzianità, o almeno data dall’avere la ragione dalla sua parte, rispetto a chi aveva dato quell’ordine. «Dicci con quale autorità fai queste cose, o chi ti ha dato questa autorità» dicono i capi sacerdoti, gli scribi e gli anziani a Gesù Cristo. Dopo che Gesù Cristo aveva dimostrato di avere autorità sui demoni, cacciandoli dalle persone ammalate, e sugli uomini, insegnando appunto con autorità. L’autorità della verità di Dio. Ora, le autorità dei capi dei sacerdoti, degli scribi e degli anziani evidentemente si sentono più in alto dell’autorità di Gesù Cristo, tanto da chiedergliene conto. Con quale autorità? Quante volte gli esseri umani hanno chiesto al Cristo “Con quale autorità”. La tradizione umana si è sentita superiore, e legittimata a porre questa domanda a Cristo. Con quale autorità tocchi i lebbrosi, con quale autorità insegni alle donne, con quale autorità benedici i bambini? La ragione umana si è sentita superiore, e legittimata a porre questa domanda. Con quale autorità pretendi che io ti creda? O che io creda, dovendo così ammettere dei limiti in me stessa? L’economia umana si è sentita superiore, e legittimata a porre questa domanda. Con quale autorità mi chiedi ascolto? A prescindere se ascoltarti mi conviene, mi appaga? Dunque, dopo la dimostrazione dell’autorità di Cristo, e non prima, le autorità umane continuano a sentirsi superiori all’autorità di Cristo, e dunque a chiedere conto all’autorità che ritengono inferiore. I capi religiosi inquisiscono Gesù, che deve giustificarsi, deve difendersi davanti agli uomini. I quali sanno benissimo chi è lui, ma si sentono superiori, più autorevoli, più forti. “Gesù, con quale autorità vieni a comandare qui, con quale autorità vieni a comandare nella mia coscienza, nella mia vita, nella mia casa, nella nostra chiesa? Gesù, chi ti ha autorizzato?”. È la domanda di tutte le autorità umane, grandi o piccole, ed è la domanda anche della nostra autorità umana a Gesù.

Ed egli rispose loro: «Anch'io vi farò una domanda. Ditemi: il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?» Giovanni aveva riconosciuto l’autorità di Cristo e aveva testimoniato pubblicamente di lui. Il popolo aveva ascoltato la sua predicazione e si era fatto battezzare come segno di pentimento. Gesù interroga l’autorità che lo stava inquisendo, e le chiede, in fondo, se è disposta a riconoscere la verità e a dare testimonianza alla verità. L’autorità umana servirà la verità, riconoscerà che Giovanni era un profeta mandato da Dio e che il suo battesimo era da Dio a costo di rimetterci, a costo di riposizionare tutto, a costo di toccare quelli che erano gli equilibri politici e sociali, perché dove si parla di autorità si parla di relazioni umane, quindi si parla di politica. L’autorità che interroga Gesù avrà il coraggio di fare tutto questo o no? L’autorità umana sarà esercitata per affermare la verità o per occultarla per il proprio tornaconto? Si metterà al servizio della verità come fanno tante oneste autorità pubbliche oppure alzerà fumo, depisterà, come quelli che nascosero false molotov nella scuola Diaz?

I capi non si arrendono alla verità che rende liberi e restano prigionieri della loro autorità, restano prigionieri della conservazione dell’autorità. Evitano l’esame, evitano di essere messi in questione dalla verità. Non è una trappola retorica, la domanda di Gesù. È una domanda che chiede all’autorità umana se questa è disposta a prendere in considerazione la verità. E, appunto, la risposta è NO. Se rispondiamo che era da Dio, che era dal cielo, allora ci chiederanno perché non abbiamo creduto, e la nostra autorità sarà scossa; se rispondiamo che era dagli uomini, saremmo lapidati, cacciati, e la nostra autorità sarà distrutta. L’autorità umana non si piegherà alla verità, tenterà spesso di piegare la verità per il solo scopo di sopravvivere a se stessa.

E così l’autorità umana risponde: “Non lo sappiamo”. L’autorità umana non prende mai posizione, se non per se stessa. E la verità soffre ed è straziata sotto l’uso peccaminoso, egoista, violento dell’autorità che non prende posizione, come confessiamo con le antiche parole del Credo “Patì sotto Ponzio Pilato”. Conosciamo bene questo abuso umano dell’autorità, che è connaturato in noi, che è preoccupato soltanto di se stesso, tanto alla fine da perdere credibilità. “ Non lo sappiamo” rispondono, e vuoi giudicare Gesù Cristo? Ma, più prosaicamente, è lo stesso “Non voglio saperlo” dell’insegnante che punisce tutta la classe perché alcuni si comportano male, o la mamma che punisce i due figli senza distinzione tra chi ha cominciato e chi ha reagito. Ma così facendo, non sei più credibile, o più autorevole come insegnante o come mamma. Semplicemente, insegni l’ingiustizia, secondo la quale l’obbedienza e la disobbedienza sono trattate allo stesso modo. “Non lo sappiamo”. Falso! Non volete dirlo! Non volete mettere la vostra autorità al servizio della verità, e ne pagherete le conseguenze! Siete delegittimati, e vi siete delegittimati da soli! Perché siete scappati davanti alla responsabilità, perché avete voluto soltanto evitare delle grane! Gesù Cristo, la verità di Dio, e tante verità della Storia umana vi chiedono di prendere posizione. Dai morti di Ustica a Giulio Regeni sale il grido: “Lo sapete?”.

Allora, Gesù non risponde, non si giustifica davanti a questa autorità di peccato. Così come non risponderà e non si giustificherà davanti al sinedrio e davanti a Ponzio Pilato. Questi capi nel tempio li lascia imbarazzati e confusi, incapaci di dire una parola chiara. Li lascia davanti a noi, in questa pagina del Vangelo, che ci proclama ancora l’autorità indomabile, vera e buona di Gesù Cristo che “pur essendo in forma di Dio, non considerò rapina l'essere uguale a Dio, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. Così l’apostolo Paolo nella lettera ai Filippesi (2,6-11). Davanti a questa sola autorità tutto il mondo, tutte le autorità del mondo, noi compresi, si dovranno mettere in ginocchio.

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  • Data: Novembre 4, 2020
  • Testi:
  • Passaggio: Vangelo di Luca 20, 1-8