Vangelo di Luca 12, 54-59
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"Il Signore Gesù Cristo Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola venire su da ponente, voi dite subito: "Viene la pioggia"; e così avviene. Quando sentite soffiare lo scirocco, dite: "Farà caldo"; e così è. Ipocriti, l'aspetto della terra e del cielo sapete riconoscerlo; come mai non sapete riconoscere questo tempo?
Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, fa' di tutto mentre sei per via per accordarti con lui, perché non ti porti davanti al giudice e il giudice ti consegni all'esecutore giudiziario, e l'esecutore ti metta in prigione. Io ti dico che non uscirai di là, finché non avrai pagato fino all'ultimo centesimo»."

Predicazione tenuta mercoledì 13 febbraio 2019

Testo della predicazione: Vangelo di Luca 12, 54-59

Predicatore: pastore Emanuele Fiume

Abbiamo tutti gli elementi che ci servono, ma evitiamo di tirare le somme. Sospendiamo un giudizio scomodo, ma maturo, per evitare difficoltà e per lasciare il cerino acceso in mano a qualcun altro. Davanti alla rivelazione e con il pentimento e la fiducia che seguono l’ascolto della parola del Vangelo, comincia l’obbedienza. Questa comincia con il buon senso di prendere posizione e di assumertene la responsabilità. Buon senso, coerenza e coraggio. Indispensabili all’obbedienza della fede.

Le società agricole dipendono dal tempo atmosferico. E ogni contadino sa interpretare abbastanza correttamente le condizioni per prevedere il tempo delle prossime 24 ore. Ed è un ottimo risultato, se pensiamo che nella nostra area mediterranea nonostante le tecnologie che possediamo, una previsione del tempio oltre le 72 ore è cosa che comincia a rotolare sul piano inclinato della divinazione. Quindi, come alzate gli occhi al cielo e sentite il vento, capite esattamente se domani farà caldo o pioverà. È fatto talmente assodato che nessuna persona di buon senso si mette con carta e penna a segnare le nuvole e il vento, a soppesare tutti i dati e infine a dire se domani farà caldo o pioverà. Chi lavora la terra con il cielo sopra la testa, lo sa. Semplicemente, lo sa. E tu, dopo aver ascoltato la parola del Signore Gesù Cristo, dopo aver avuto tante volte la prova che dice la verità, che la sua parola è buona, che è lui stesso che compie nella sua carne la promessa di Dio che ti giustifica e ti salva, che cosa aspetti a tirare le naturali conclusioni che ogni contadino tira ogni sera quando guarda il colore del cielo al tramonto? Il Signore Gesù Cristo ti ha rivelato chi è Dio, suo Padre e tuo Padre; ti ha rivelato chi è lui, l’unico che ti permette, di relazionarti con Dio, tuo Padre e che ti guida e ti insegna con verità su questo; ti ha rivelato chi sei tu, che ricevi il più grande regalo che Dio abbia mai fatto a qualcuno e lo ricevi non solo senza meriti, ma anche pieno di demeriti. Meriti la morte, che regna attorno a te, che è nelle relazioni umane, nelle ingiustizie, nelle rigidità sulla pelle degli altri, in parole e atti che screditano, in colpevolizzazione delle vittime… e la morte non sarà nulla di altro che tutto questo… ma ti è rivelata la vita, un’altra vita che tutto questo, una vita eterna mentre la vita mortale che produce morte è mortale, è moritura essa stessa. Tutto questo lo sai, ma non trai le conclusioni che trae il contadino che guarda il cielo al tramonto. Tergiversi. Non prendi posizione. “Avete ragione tutti quanti! Aspettiamo se qualcuno dice qualcosa. Vediamo che cosa ne pensano gli altri. Perché devo essere io a espormi? Una volta era sembrato così, ma mi ero sbagliato. Preferisco non schierarmi e non ho nessuna necessità di farlo. Mantengo una posizione defilata. Le cose non sono mai tutte bianche o tutte nere. Ma devo essere sempre io il primo a prendere posizione? Ho bisogno di tempo per soppesare tutte le informazioni. Ad affermare qualcosa, si rischia sempre. Non mi piace litigare. Tutti hanno la loro parte di ragione.” Davanti al Signore Gesù Cristo, queste righe di considerazioni con cui chiudi gli occhi davanti alla luce e calpesti il buon senso, la coerenza e il coraggio che Gesù stesso richiede, tutte queste righe di considerazioni ricevono una sola parola, una parola sufficiente ed efficace: “Ipocrita!”.

Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Tu, chi dici che Gesù sia? Tu, non il tuo ambiente, non la società, non le persone di cui ti fidi. Tu, non quelli che contano nella tua vita, nel tuo ambiente. Tu, non quello che ti apre alla soluzione più comoda e più facile, che alla fine è sempre quella che un altro decide anche per te. Tu, con gli occhi aperti davanti alla grazia e alla verità della parola del regno di Dio, tu sei liberato per essere responsabile, coraggioso e coerente. Tu, giustificato, davanti alla parola della giustizia perfetta, della giustizia di Dio che non ti ha condannato, ma ti ha giustificato, tu sei liberato per giudicare da te stesso ciò che è giusto.

Infine, la piccola parabola dei due contendenti che vanno davanti al giudice. Nel sermone sul monte del Vangelo di Matteo questa parabola è riferita all’urgenza della riconciliazione. La riconciliazione ha solo un momento giusto: l’adesso. Qui, nel Vangelo di Luca, la stessa parabola è riferita al momento giusto per prendersi carico del buon senso, del coraggio e della coerenza davanti a Gesù Cristo, davanti alla sua rivelazione e alla sua opera per te, davanti alla luce del tuo regno che gli occhi del tuo cuore possono ricevere. Davanti al regno di Dio il tuo tempo deve calibrarsi sul tempo del regno, che conosce solo il presente. “Dopo” o “Domani” vogliono dire “No”. E sarà soltanto il tuo rimandare, il tuo prendere tempo, la tua pigrizia e la tua pusillanimità che determineranno la sentenza di condanna. Il tempo del regno di Dio è solo adesso. “Oggi non posso proprio” è la parola di condanna che pronunciamo noi stessi. Non possiamo fare altro di sensato che accettare il tempo, il tempo del confronto con la parola di Gesù Cristo ed evitare di scansarci e di rimandare. Questa responsabilità nasce da Dio, dalla sua rivelazione, dal suo dono per noi. Davanti a tutto ciò non possiamo e non dobbiamo fare altro che aprire gli occhi e vivere di conseguenza.

Dettagli
  • Data: Febbraio 13, 2019
  • Testi:
  • Passaggio: Vangelo di Luca 12, 54-59