Vangelo di Luca 12, 32-34
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"Non temere, piccolo gregge; perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno. Vendete i vostri beni, e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nel cielo, dove ladro non si avvicina e tignola non rode. Perché dov'è il vostro tesoro, lì sarà anche il vostro cuore."

Predicazione tenuta mercoledì 16 gennaio 2019

Testo della predicazione: Vangelo di Luca 12, 32-34

Predicatore: pastore Emanuele Fiume

Dopo aver liberato i suoi discepoli dalle tre terribili schiavitù, cioè la paura della violenza, la sottomissione alla ricchezza e la paralisi dell’ansia, con constatazioni evidenti sul limitato potere di ciascuna, adesso il Signore Gesù Cristo proclama apertamente il Vangelo: “Non temere, piccolo gregge; perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno”. Il piccolo gregge, cioè un gruppo di indifesi trascurabili agli occhi del mondo, che dal mondo avrebbero tutto da temere, invece non deve temere. Al piccolo gregge, insignificante agli occhi del mondo, Dio ha voluto con piacere dare il suo regno. Al Padre vostro è piaciuto, è parso bene, non perché aveva trovato in voi qualche merito, qualche forza, qualche cosa che valesse la pena. No. È la sua decisione, senza altra causa che il fatto che così gli piace. E in quanto a Dio è piaciuto darci il regno, darci la sua giustizia, darci la vita eterna, riceviamo con questo Vangelo la parola efficace che ci libera da tutte le paure.

A questo punto, liberati dalla paura grazie al Vangelo, comincia la scuola di discepolato e di libertà. Innanzi tutto la libertà da. Liberatevi da tutto ciò che compromette la vostra attenzione e la vostra speranza. Vendete, date ciò che è provvisorio, e fatevi borse e tesori che non invecchiano e che non si esauriscono. Non si tratta di evitare, fuggire o disprezzare quanto ci viene dato su questa terra, ma di distinguere quello che fra dieci anni, domani o fra un quarto d’ora potrà non esserci più, e quanto ci viene donato come tesoro imperituro. Ancora, non c’entra la differenza tra il materiale e lo spirituale. Tantissime cose spirituali passeranno, saranno un banchetto delle tarme e dei tarli, o ci saranno portate via da altri. Così come tantissime cose materiali. Proviamo a fare un elenco di quello che può esserci tolto o che ci sarà tolto? La carriera, la casa, l’amore, la salute, le persone care, le idee, le realizzazioni, il prestigio, il potere, infine la vita. Queste sono tutte cose che hanno una fine, che hanno un rapporto con noi fino a un certo punto e poi passano di mano, o sono cose che con il tempo si consumano, si riducono finché finiscono. Tra le cose che finiscono qual è la prima a finire? Direi il denaro. Che è anche la più cercata, quella in testa alla lista dei beni più desiderati… ed è quella che finisce prima, che si consuma subito, che esiste proprio per poter cambiare di mano rapidamente.

Bisogna tesaurizzare in cielo e non in terra, perché in cielo non ci sono erosioni di parassiti e non ci sono furti. Come vi ho detto, “in cielo” non significa “spirituale” o non materiale. “In cielo” nella Bibbia significa un luogo molto vicino a noi, ma per nulla controllabile da noi. E Gesù ha parlato del cielo come del trono di Dio (Matteo 5,34) e insegnato a pregare dicendo: “Padre nostro, che sei nei cieli (Matteo 6,9)”. Quindi, il cielo è il luogo della presenza di Dio, il luogo in cui la sua volontà viene fatta direttamente e visibilmente (“sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta nel cielo” Matteo 6,10). “In cielo” vuol dire che tu non controlli, tu non controlli Dio e non puoi nemmeno pensare di controllare il cielo, se vuoi dire il Padre nostro senza contraddirti. In terra credi di controllare tutto, forse controlli qualcosa, controlli sicuramente meno di quanto desideri e forse meno di quanto credi… in cielo controlla Dio. Non nel biancazzurro, non sopra la tua testa, non vicino le stelle, ma lì dove non entri senza invito, perché non hai il controllo. Ebbene, in quest’area c’è il tuo tesoro che non passa e nessuno te lo tocca. Non si consuma, non perde valore, non è tassato, non deperisce, non si ammala, non muore, non si allontana e sparisce dal cuore. Ma guarda… se tesaurizzi qualcosa che appartiene al mondo che credi di gestire, tesaurizzi qualcosa di molto provvisorio, invece se tesaurizzi lì dove Dio ha un controllo diretto e visibile, lì il tuo tesoro sarà per sempre.

A questo punto, ripensiamo alle ultime parole di Gesù del Vangelo di oggi: “Dov’è il vostro tesoro, lì sarà anche il vostro cuore”. Abbiamo visto dov’è il tuo tesoro e anche dove non è. Il tesoro è al suo posto. Non desiderarlo più su o più giù, ma sta’ attento a non confondere le monete d’oro del tesoro eterno con qualche moneta d’oro ripiena di cioccolata, che di solito non è cioccolata di qualità. E la tua responsabilità sarà anche quella di ricordare e di mettere in pratica queste parole di Gesù. Ma ora, se il tesoro è al suo posto, amico mio, dov’è il tuo cuore? Dov’è la concentrazione del tuo affetto, del tuo pensiero, del tuo sforzo, della tua vita? Lì presso il tuo tesoro? No, non è li. Il tuo cuore non è lì. E nemmeno il mio. Dice Gesù: dov’è il vostro tesoro, lì sarà anche il vostro cuore. Non dice: “li è”, ma “lì sarà”. Non ci siamo ancora, ci stiamo arrivando. Siamo in cammino, con la mappa del tesoro, con la nostra squadra, con la parola del Signore, con gli altri credenti, ci stiamo arrivando. E ci arriveremo, non so in quanti, ma ci arriveremo. Quello che possiamo onestamente fare, è non perdere tempo. Vivere nel mondo liberi dal mondo, curare tutto e tutti senza esserne schiavi, ma riconoscere i doni che ci rendono liberi di partecipare alla caccia al tesoro. Dice il Signore Gesù Cristo: “Non temere, piccolo gregge; perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno”. Con il suo regno, la sua giustizia, la vita eterna, l’adozione di figli. Doni di Dio, che ci tratta come se ogni giorno fosse il nostro compleanno e che ha messo per sempre al sicuro il nostro tesoro, quell’unico tesoro che vale la pena cercare in questa vita.

Dettagli
  • Data: Gennaio 16, 2019
  • Testi:
  • Passaggio: Vangelo di Luca 12, 32-34