Isaia 55, 10-11
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"Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver innaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare, così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l’ho mandata."

Predicazione tenuta domenica 7 febbraio 2021

Testo della predicazione: Isaia 55, 10-11

Predicatore: pastore Emanuele Fiume

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La parola del Signore è efficace. Trasforma e crea come a Dio piace. Si fa capire soltanto a quelli che Dio vuole che capiscano, ma a questi si fa capire davvero. Nessuno può maneggiarla e nessuno può fermarla. Dio solo ne è il padrone vittorioso.

La parola di Dio è stata efficace nella Storia del popolo di Israele. Da Abramo, un pagano come gli altri che Dio ha chiamato alla fede, è nato un popolo numeroso, che Dio ha raccolto e salvato. A questo popolo Dio ha donato la conoscenza della sua parola e un patto di salvezza. In tutte le sventure e in tutte le rinascite di Israele la parola di Dio è la vera protagonista. Quando il popolo la dimenticava, allora veniva sconfitto e oppresso; quando il popolo la obbediva ed onorava, allora poteva vivere nella salvezza, nella concordia, nella pace. La parola di Dio è stata vita ma anche e soprattutto promessa di vita, promessa di una vita migliore, di una vita più piena e di una vita più giusta. Per questa promessa il popolo d’Israele ha potuto camminare in mezzo alle difficoltà, ha potuto sperare in una liberazione anche negli anni terribili dell’esilio. Guidati, rimproverati e consolati dalla parola dei profeti, i figli d’Israele hanno potuto tornare alle loro case e desiderare il meglio della promessa di Dio: quel Messia che sarebbe venuto a donare una pace stabile e una giustizia vera a tutti i popoli del mondo. In ogni avvenimento e per ogni accaduto, la parola di Dio ha dato un’interpretazione dei fatti nel giudizio, nella verità e nella misericordia. La parola ha giudicato e guidato ogni giorno della Storia del popolo d’Israele.

La parola di Dio è stata efficace nella vita e nel ministero di Gesù Cristo. In lui la parola eterna ha incontrato la nostra umanità per comprenderla, per salvarla e per guarirla dal male. In ogni incontro di Gesù la promessa di Dio, promessa di giustizia e di verità, si è avverata. La parola di Gesù rivolta a tutti quelli che ha incontrato è stata efficace, ha denunciato il peccato e annunciato la grazia in modo certo e vero. In Gesù Cristo questa parola non è stata efficace come l’ordine di un generale che fa scattare tutti sui tacchi, ma questa parola ha rivelato la sua efficacia nell’umiliazione di sé e di colui che la portava. Il fatto che Gesù sia morto su di uno strumento di tortura (e di esibizione del torturato) come la croce ci mostra fino a che punto la parola del Signore si sia fatta umiliare dalle potenze malvagie di questo mondo. Ma in questa umiliazione la parola di Dio dimostra la sua efficacia più grande: la promessa di perdono, di grazia, di riconciliazione e di misericordia in questo modo è adempiuta in Cristo. È adempiuta, e ora non il peccato, ma il perdono sarà l’ultima parola di Dio per quelli che si pentono e che lo cercano con tutto il cuore. Quando la parola si umilia, lo fa per salvare, per volgere la propria efficacia a tutti quelli che si trovano in basso. La parola del Signore si abbassa e salva, in Cristo salva l’umanità abbassata e piegata su se stessa, che cerca in se stessa una soluzione che non può trovare. La parola di Dio, in Cristo, incontra e salva questa umanità perduta.

La parola di Dio è stata efficace nella storia della nostra chiesa. Nei momenti più bui della storia, la parola di Dio ha rovesciato i potenti che si erano impossessati dell’autorità di Cristo e li ha abbattuti, restituendo al popolo cristiano quel Vangelo che il clero gli aveva nascosto e negato. Tutta la storia dei valdesi non è una storia di fedeltà alla parola, come si pensa, ma di fedeltà della parola. Dio ha voluto essere fedele a questo piccolo movimento nei suoi inizi nel lontano Medio Evo, nella sua costituzione come chiesa riformata nella prima modernità, nella sua missione in Italia dal Risorgimento ad oggi. Noi non siamo sempre stati fedeli alla parola di Dio, ma Dio è sempre stato fedele alla sua parola e l’ha resa efficace per noi. Quando i credenti cercavano il Signore, potevano farlo perché il Signore li aveva già incontrati, li aveva già trovati. E il Signore ha continuato a rendere efficace la sua parola. Non in modo trionfale ed evidente, ma sempre in quell’efficacia nascosta nell’umiltà, nell’efficacia umiliata dalle potenze del mondo e ignorata dai grandi protagonisti della Storia. Ma questa parola efficace e umile è stata il fondamento della nostra sopravvivenza e della nostra presenza. Senza la fedeltà di Dio alla sua promessa oggi non ci saremmo più, saremmo stati assorbiti in una mezza pagina di un libro di Storia per specialisti.

Ancora oggi rimettiamo la nostra vocazione in queste parole: “La parola del Signore non torna a lui a vuoto”. No! Una parola potente che ha cambiato e che cambia la Storia del mondo e la Storia della chiesa. Cambia la Storia di entrambi. Dio la manda, la parola agisce, e poi torna al suo unico padrone, che è Dio. Questa azione riusciamo a scorgerla con difficoltà, ma questa difficoltà, questa miopia dei credenti non è una novità nella Storia della fede. “Là, presso i fiumi di Babilonia, sedevamo e piangevamo ricordandoci di Sion” (Salmo 137,1). Dov’era la parola efficace quando il popolo ebraico era in esilio? Dov’era la parola efficace nelle grandi tragedie del XX secolo? Dov’è la parola efficace quando noi, nella nostra vita, non riusciamo a trovare risposte a domande serie e profonde che poniamo a Dio? Ecco, io credo che l’effetto non sia sempre trionfale. Qualche volta lo è stato, qualche volta lo è, ma ordinariamente la parola del Signore non crea credenti che sono immediati trionfatori. Però crea dei credenti che sono irriducibili. Ovunque nel mondo la parola di Dio agisca efficacemente, questa può creare dei grandi cambiamenti visibili, che sanno provocare lo stupore del mondo: il ritorno degli Ebrei dall’esilio babilonese, la Riforma, il Risveglio, la rivoluzione dei puritani, oggi la crescita delle chiese evangeliche in Africa, in Asia e in America latina. La parola efficace può creare grandi cambiamenti. Ma il grande e nascosto cambiamento che la parola di Dio crea sempre è che fa nascere un resto di irriducibili. Modesti, normali, tranquilli, ma la parola di Dio li ha resi degli irriducibili. Ora, se per cinque secondi vi guardate un po’ in giro e pensate alle altre persone sedute qui e, se sapete o non sapete sua storia di fede che c’è dietro ognuna delle altre persone che sono qui questa mattina: Qualcuno può avere alle spalle una famiglia che è evangelica da secoli, in Italia. I valdesi. Otto secoli di fedeltà e di efficacia della parola. Miracolo! Oppure, qualche persona che è qui può avere alle spalle una storia di conversione della famiglia in quell’Italia, dagli anni venti agli anni sessanta del Novecento in cui non si trovava lavoro senza una lettera di presentazione del parroco, e in cui gli evangelici, soprattutto nei paesi, erano socialmente degli appestati. Queste conversioni in una pressione ambientale così ostile. Miracolo! Oppure qualche persona può essersi avvicinata di recente, provenendo da un ambiente che non è che sia ostile, ma che semplicemente non capisce. Che bisogno hai di una chiesa? Che bisogno hai del Vangelo? Che ti manca? Che cerchi? Conversioni in mezzo allo sciroppo tossico dell’ideologia del benessere, del mercato che oggi è un mercato in crisi. Miracolo! Oppure, una persona o tante persone in ricerca sincera. Dio parla ancora? Dio mi parla ancora? Lo cerco perché mi ha parlato, e mi parlerà ancora. Cerco sinceramente la parola sincera di Dio, la cerco qui perché in una chiesa riformata questa parola è (o dovrebbe essere) statutariamente proclamata e insegnata senza schermi di mediazione, senza abbellimenti, senza trucchi, senza coperchi. Persone che cercano ancora la parola del Signore. Miracolo! Chiese, qui, che mai avrebbero pensato di vivere così pienamente la comunione del culto in cui la diversità delle lingue è casa, è accoglienza, è servizio (e nel caso dei francofoni è anche pazienza nei miei confronti… perché domenica scorsa volevo dire “due eroi” e non “due zeri”), qui, con fraternità e simpatia, con gioia di ritrovarsi senza pregiudizi e senza bere dai pozzi avvelenati… ecco con oggi fatto otto mesi di culti insieme, di preghiere, di letture, di predicazioni condivise. Sembra che l’abbiamo sempre fatto. Miracolo!

Noi crediamo ai miracoli. Ci crediamo tutti? Noi non possiamo non credere ai miracoli, perché noi qui esistiamo per miracolo. Non esistiamo perché sappiamo fare meglio degli altri, non esistiamo perché abbiamo la migliore teologia, noi esistiamo soltanto per miracolo. Ma questo miracolo dell’efficacia meravigliosa e modesta della parola di Dio, questo è l’unico terreno solido per vivere e sperare da cristiani. Mille volte avremmo potuto perderci, e oggi siamo ancora qui. Siamo qui perché la parola del Signore non torna a lui a vuoto. E sa trasformare noi fili d’erba in pietre viventi, noi umani orgogliosi e fragili in credenti modesti, irriducibili e concordi.

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  • Data: Febbraio 7, 2021
  • Testi:
  • Passaggio: Isaia 55, 10-11