Deuteronomio 16, 20
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"Cercate di essere veramente giusti e così resterete in vita e possederete la terra che il Signore, vostro Dio, sta per darvi."

Predicazione tenuta sabato 19 gennaio 2019

Testo della predicazione: Deuteronomio 16, 20

Predicatore: pastore Emanuele Fiume

“Giustizia” fuori di qui significa idea o propaganda. Comunque, qualcosa di astratto. Per voi la “giustizia” ha emesso o emetterà una sentenza molto importante sulla vostra vita. Quindi, voi capite questa parola meglio di chi sta fuori di qui. Tutti noi conosciamo la giustizia, quella che ci giudica. Sia la giustizia degli uomini, sia la giustizia di Dio. Giudicano il nostro operato e puniscono le trasgressioni. Ai tempi di Mosè, dell’esodo degli ebrei dall’Egitto alla terra promessa, l’essere giusti e restare in vita erano davvero collegati come causa ed effetto. Perché esistevano soltanto due pene, la multa e la pena di morte. Non esistevano pene detentive nell’antichità. Il profeta Geremia e san Paolo sono in carcere, ma come misura unicamente preventiva. Quindi, per moltissime trasgressioni c’era la pena di morte. C’era anche per la bestemmia. Ora come facciamo a cercare di essere veramente giusti? La trasgressione davanti a Dio si commette nel cuore. Il peccato nasce nel cuore e Dio si occupa di questo. Il non riconoscere lui e il voler essere sopra tutti gli altri. Questo è il peccato. Il peccato di tutti, ma per me è soprattutto il mio peccato. La mia ingiustizia. La mia condanna. Io devo farne i conti tutti i giorni. “Cercate di essere veramente giusti”. Ma siamo veramente ingiusti. Ingiusti nel cuore: “Io so di essere meglio di te”. Ingiusti nelle parole: “Che anneghino tutti!” Parole assassine. Ingiusti negli atti: “Tu non hai parte nella mia vita. Tu sei mio strumento o mio ostacolo, e io agisco di conseguenza”. Tutto questo è mortale. Perché provoca morte e perché muore. Su tutto questo c’è una giusta condanna.

E sarebbe finita qui se non ci fossa altra giustizia che quella che Dio pretende. E invece c’è un’altra giustizia, ed è la giustizia che Dio dà. Che Dio assegna. Che Dio imputa. E questo è il Vangelo. Dio ti dichiara giusto. Ma chi ha riparato al mio errore? Chi ha pagato il mio debito con la giustizia? Il Signore Gesù Cristo. La sua morte è l’espiazione della nostra ingiustizia e della nostra condanna, lui prende in carico quello che era nostro, e a noi assegna quello che è suo, la sua giustizia e la sua innocenza. Siamo ingiusti e lo sappiamo, ma Dio ci guarda attraverso la giustizia di Cristo, la applica su di noi come un vestito, ma anche se noi siamo ingiusti, Dio ci tratta da giusti. Gesù muore sulla croce perché si carica della condanna della nostra ingiustizia perché noi possiamo vivere della sua giustizia.

Questo è il Vangelo, questa è la buona notizia di Cristo, quella per tutti, per i malati, per i prigionieri, per chi attende di sapere che fine farà, per chi attende per un proprio caro, per chi ha commesso e per chi ha subito l’ingiustizia. Dice il Signore Gesù Cristo:
“Dio mi ha scelto per portare il lieto messaggio ai poveri. Mi ha mandato per proclamare la liberazione ai prigionieri e il dono della vista ai ciechi, per liberare gli oppressi, per annunziare il tempo nel quale il Signore sarà favorevole.”
Questa è la vera giustizia, nella quale dobbiamo entrare e rimanere per vivere. La giustizia che Dio pretende, la giustizia che ci condanna, è fatta perché noi cerchiamo la giustizia che Dio dà, la giustizia del Vangelo, la giustizia compiuta non da noi per il Signore, ma dal Signore per noi.

Ma come posso ricevere questa giustizia che Dio dà? La ricevi nel Vangelo, nella buona notizia di Dio, e ti fidi e ti affidi. “Dio, sii placato con me peccatore” pregava il pubblicano e Gesù dice che lui uscì dal tempio giustificato, cioè rivestito della giustizia che Dio dà. Perché aveva riconosciuto di non poter compiere la giustizia che Dio pretende, e si era affidato alla misericordia e alla clemenza di Dio. E Dio non gli ha detto di no. Dio non ti dice di no. Ci mettiamo nelle sue mani, con i nostri pensieri e le nostre preoccupazioni, le nostre colpe e le nostre speranze. Cristo è la nostra giustizia, e in lui Dio ci assolve.

Dettagli
  • Data: Gennaio 19, 2019
  • Testi:
  • Passaggio: Deuteronomio 16, 20