II Lettera ai Corinzi 5, 14-18
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Infatti l'amore di Cristo ci costringe, perché siamo giunti a questa conclusione: che uno solo morì per tutti, quindi tutti morirono; e che egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. Quindi, da ora in poi, noi non conosciamo più nessuno da un punto di vista umano; e se anche abbiamo conosciuto Cristo da un punto di vista umano, ora però non lo conosciamo più così. Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione.

 

Predicazione tenuta domenica 8 maggio 2022
Testo della predicazione: II Lettera ai Corinzi 5, 14-18
Predicatore: pastore Winfrid Pfannkuche
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Care sorelle e cari fratelli,

infatti l’amore di Cristo ci costringe.

L’amore di Cristo. Quando un antico greco dice: l’amore di Cristo, dice due cose con una sola parola: l’amore di Cristo e l’amore per Cristo, cioè Cristo ama noi e noi amiamo Cristo.

Amore è amore, dal momento che è reciproco, dal momento che si stabilisce un dialogo, una comunicazione, un tu per tu con Gesù. Ecco, l’amore di Cristo: il tu per tu con Dio.

Ci costringe: in greco c’è una parola che dice: «ci tiene insieme». Che cos’è che ci tiene insieme? Un comune lavoro: e dopo il lavoro? Un comune interesse: fino a quando gli interessi non cambino. Una comune provenienza: ma poi, dove siamo andati a finire? Una comune famiglia: anche tra fratelli e sorelle non siamo sempre riusciti a rimanere insieme. Resta il comune destino, che sarebbe la morte: ma proprio la morte non ci tiene insieme, ci separa.

Ci vuole qualcosa di ben più forte della morte: l’amore di Cristo. In fondo, ciò che ci tiene insieme, è l’amore di Cristo.

Ci costringe, spinge (TILC), muove (Diodati) la nostra vita. L’amore di Cristo è il movente della nostra vita. La nostra motivazione è l’amore di Cristo che viene dal tu per tu con Gesù.

La motivazione cristiana. Non l’attitudine, che facilmente si trasforma in sceneggiatura cristiana. Questa la conosciamo bene. Ma la motivazione cristiana. Ogni tanto si fa ancora sentire, dove e quando meno te l’aspetti. È difficile sentire e mantenere questa motivazione cristiana. Perché fai questo? E si sente: eh, perché conviene! Oppure: perché vuoi fare questo? eh, perché lo fanno tutti! Oppure: perché hai fatto questo? eh, perché si è sempre fatto così! eh, perché fa bene alla salute! eh, perché mi diverto! sentire e mantenere, al di là di tutti questi perché ben motivati, una motivazione cristiana, cioè: perché fai questo? Perché c’è scritto – non basta, ancora troppo formale, anche il diavolo cita la scrittura – no, faccio questo perché è frutto di un profondo colloquio, per mezzo delle Scritture, a tu per tu, con Gesù. Il perché della nostra esistenza sta nel tu per tu con Dio. Siamo mossi, commossi, spinti dall’amore di quell’uno. Quell’uno solo. Che morì per tutti.

Dio ha lasciato la sua vita per te. La sua per la tua vita. Così scopri il vero valore della tua esistenza, quando stai per condannarla o buttarla via, che vale appunto la vita di Dio, e riscopri anche il valore della vita degli altri, quando stai per giudicarla e ferirla. Che questo messaggio possa muovere, spingere, costringere qualcuno a deporre le armi!

L’assoluta necessità degli altri, l’assoluto bisogno gli uni degli altri. Infatti l’amore di Cristo ci costringe.

Ritrovata la gioia della spinta dell’amore di Cristo, ritrovato il dialogo, il tu per tu con il Creatore, la tua vita cambia veramente.

Anzitutto il tuo modo di vedere le cose: da ora in poi non conosciamo più nessuno da un punto di vista umano.

Cambiano i tuoi giudizi. Se Cristo è morto e risorto per me, lo è anche per lui e per lei. Se esiste un dialogo fra me e Dio, esiste altrettanto per lui e per lei. Nascono un profondo rispetto e una particolare attenzione, il timore per la vita dell’altro, che è il timore di Dio, il timore dell’intoccabile dignità del tu per tu con Dio in tutte le sue amate creature.

In questa nuova prospettiva, la comunicazione, la comunione, l’amicizia con una persona emarginata, estranea, malata, solitaria, non amata diventa possibile, anzi, realtà, anzi, assoluta necessità.

Ecco, perché vai in chiesa: la compagnia di estranei ti è altrettanto cara come quella dei tuoi amici, parenti e consimili (che la chiesa sia aperta, popolare, non è solo una questione sociologica!). Non è solo un modo di vedere ma una realtà: se uno è in Cristo, egli è una nuova creatura, le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.

Finora mi sono scelto i miei amici. Andavo con chi mi piaceva. Con chi lavorava con me. Con chi abitava con me. Con chi è simile a me. Con chi la pensava come me. Con chi mi dà ragione. Finora credevo nel libero arbitrio. Ma da ora in poi è l’amore di Dio che mi costringe. Non sono più fuori a giudicare, ma dentro ad amare.

Da ora in poi c’è qualche cos’altro che mi lega che mi spinge verso altri, verso tutti. Ci è stato affidato il ministero della riconciliazione.

Da ora in poi sono legato a una persona molto più anziana di me – e non è mia nonna.

Da ora in poi sono legato a un bambino molto più piccolo di me – e non è mio figlio o nipote.

Da ora in poi sono legato a una persona che è di tutt’un’altra parte di questo mondo e che ha una storia tutta diversa dalla mia.

Da ora in poi sono legato a una persona malata.

Da ora in poi sono legato a una persona che sta per morire. Da ora in poi sono spinto verso queste persone, e nulla nella mia natura umana mai mi avrebbe tenuto insieme a loro.

Provo un amore per quel che, a prima vista, non mi sembrava amabile. Non mi sembrava degna delle mie attenzioni.

Ma ora è l’amore di Cristo a spingermi. Ora è l’amore di Cristo, la necessità divina, l’intima comunicazione a tu per tu con Gesù, a muovermi, a tenerci insieme, fratelli e sorelle.

Che la grazia del nostro Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito santo siano con tutti voi!

Amen.

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  • Data: Maggio 8, 2022
  • Testi:
  • Passaggio: II Lettera ai Corinzi 5, 14-18