Genesi 2, 7 e 18-25
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"Dio il SIGNORE formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente. [...]

Poi Dio il SIGNORE disse: «Non è bene che l'uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui». Dio il SIGNORE, avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli del cielo, li condusse all'uomo per vedere come li avrebbe chiamati, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l'uomo gli avrebbe dato. L'uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi; ma per l'uomo non si trovò un aiuto che fosse adatto a lui. Allora Dio il SIGNORE fece cadere un profondo sonno sull'uomo, che si addormentò; prese una delle costole di lui, e richiuse la carne al posto d'essa. Dio il SIGNORE, con la costola che aveva tolta all'uomo, formò una donna e la condusse all'uomo. L'uomo disse: «Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall'uomo». Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne.
L'uomo e sua moglie erano entrambi nudi e non ne avevano vergogna."

 

Predicazione tenuta lunedì 20 settembre 2021 (Culto in memoria della Breccia di Porta Pia)
Testo della predicazione: Genesi 2, 7 e 18-25
Predicatore: pastore Winfrid Pfannkuche
Per la versione audio della predicazione, clicca qui

 

Care sorelle e cari fratelli,

rientriamo per un momento nel giardino Eden. Per un momento è possibile, nell’ascolto della parola. I testi biblici della creazione non parlano di un fatto preistorico: è andato così, ma in fondo è preistoria. I testi biblici della creazione parlano dei fatti di oggi: ripassandoli, li riviviamo, viviamo una rianimazione, una ricreazione, respiriamo l’alito vitale che non ha mai smesso di soffiare in essi.

Riascoltiamo questo testo della creazione dell’essere umano oggi, in data 20 settembre, 150 anni più un anno dopo l’entrata delle truppe italiane nella città eterna del papa, qui, a due passi dalla breccia nelle mura vicino alla Porta Pia. Con esse entrarono anche le Bibbie su un carretto trascinato da un cane, immagine che sta a inaugurare una storia di apertura ad altre confessioni e religioni, a una convivenza pacifica in uno stato che garantisca libertà di culto e di opinione, che sia laico, che non promuova preferenze, privilegi, prevaricazioni, ma garantisca il rispetto di tutti e tutte, senza alcuna pretesa pericolosa di voler ristabilire alcun paradiso in terra.

Siamo chiamati a una attiva partecipazione alla costruzione di una convivenza pacifica e proficua delle nostre diversità culturali, sociali e religiose. Senza ricadere in reazioni, confessionalismi e nazionalismi per stabilire chi è il più grande fra noi, per proclamare il proprio presunto primato o, semplicemente, per paura.

L’antidoto, il vaccino è la spesso (ma sempre meno) invocata «laicità». Una parola spesso vuota che va definita, riempita di vita. Ciò che la riempie di vita per noi credenti è la dimensione della creazione. La creazione precede ogni altra dimensione politica, religiosa. Fin dal principio non conta che siamo uomini politici, uomini sociali o uomini religiosi. No, esiste qualcosa di più profondo che ci unisce: siamo creature. La Bibbia inizia così, non dimentichiamolo mai! Non inizia con la storia, la cultura, la politica o la religione d’Israele. No, la Bibbia si fa breccia nelle città sante delle nostre fragili esistenze comandate e impaurite dai nostri papi interiori, con la creazione, che riguarda tutti ugualmente, senza preferenze, privilegi, prevaricazioni, fin dal principio. A questa dimensione della creazione dobbiamo aver il coraggio di riportare ogni convinzione politica, ogni convinzione culturale, ogni convinzione sociale, ogni convinzione religiosa.

Sì, forse non c’è testo più adatto da leggere oggi, alla riapertura, alla ripartenza, nel ricordo della breccia di Porta Pia.

E di questo testo della creazione dell’uomo vorrei limitarmi a ricordare, rievocare, rivivere con voi tre particolari (fondamentali). Il primo, appunto, è questo:

 

  1. Siamo tutti fatti della stessa pasta.

Sì, dici una verità scontata, acquisita. Eppure sempre ritoccata, rimodulata, rimossa da ogni alito cattivo possibile e immaginabile che ci soffia sopra. In fin dei conti mai scontata, ma sempre una sorpresa, una scoperta, con stupore si scopre: siamo tutti fatti della stessa pasta, uomini e donne, tratti dalla polvere, bisognosi di alito buono, vitale.

Certo, una lettura disgraziata del passato ha cercato di stabilire con questo testo una specie di primato dell’uomo sulla donna. La donna è solo una costola, una correzione della creazione dell’uomo maschio. Invece ne è la corona, la corona dell’intera creazione! La donna è solo un aiuto dell’uomo maschio: è suggerito da una comprensione superficiale del testo. In ebraico leggiamo letteralmente: gli farò un opposto, un vis a vis (uguale, alla sua altezza) – oggi diremmo un partner, perché il testo originale continua: che è come lui, un partner che è come lui. Anche l’amare del prossimo come se stessi è da tradurre meglio: perché è come te. La sorpresa di questo testo è che storicamente, dietro le sue righe, non c’è il solito patriarcato, come in molti altri testi biblici; anzi, il fatto che l’uomo si trasferirà nella casa della donna è un riflesso di forme matriarcali di convivenza.

Siamo tutti e tutte della stessa pasta: mai possiamo stancarci di ricordare, di rievocare, di rivivere questa stupenda verità che vale fin dal principio, anzi sempre, e soprattutto oggi, più che mai. Siamo tutti fatti della stessa pasta: dove vale questo soffia l’alito vitale che ci fa respirare.

Il secondo particolare è davvero particolare: Non è bene che l’uomo sia solo, dice Dio.

 

  1. L’autocritica di Dio.

Nel primo racconto della creazione Dio vide ogni volta quel che aveva fatto e dice che era buono. Un giudizio positivo. Qui è tutto diverso. Dio crea l’uomo e il suo giudizio è negativo: non è bene, non è buono. Il suo giudizio è critico, auto-critico. Dio stesso è autocritico. E non nasconde la sua autocritica davanti all’uomo. Dio è autocritico. In altre parti della Bibbia leggiamo che Dio si pentì. Poco più avanti, vedendo la malvagità degli esseri umani prima del diluvio, Dio si pentì di aver fatto l’uomo. L’autocritica è divina. L’autocritica rende l’uomo umano, apre alla comunione, l’autocritica è compresa nell’alito vitale di Dio, che è uno Spirito autocritico. Rivivere questa stupenda verità dell’autocritica di Dio, è sempre una ricreazione che fa respirare. Eh, un po’ di autocritica… dove manca, davvero, non siamo che polvere.

E il terzo ed ultimo particolare da rivivere oggi è la fine del testo, la corona della creazione:

 

  1. La scoperta gioiosa dell’altra che è come me

Le persone che vediamo e incontriamo non sono mai scontate, acquisite – o peggio – dominate dall’uomo. Ma sempre una sorpresa, una scoperta, da vedere e rivedere con lo stupore del primo uomo, del primo giorno, nel momento magico in cui scopre la bellezza del suo vis a vis che è come lui. Riconoscersi nell’altro, nell’altra. Sentire con l’altro, con l’altra che è carne della mia carne. Provare questo stupore, questa gioia nell’incontro con l’altro, con il diverso sì, ma che, rivisto, rivisitato, rivissuto nella profonda visione e dimensione della creazione, è come me.

Nessuna laicità, nessuno stato, nessuna convivenza umana può avvenire, può avere un avvenire, se non c’è questa gioia, questo stupore primordiale per la presenza, per la scoperta della presenza dell’altro e dell’altra.

Per questa dimensione della creazione, per il Creatore che non si è mai stancato di creare, ci ha aperto e continua ad aprire gli occhi e i cuori il Cristo risorto, primizia della nuova creazione, per essere i suoi discepoli e cittadini del paese dove viviamo. Non da soli. Ma insieme.

Perché siamo tutti e tutte della stessa pasta. Autocritici. E, quando ci possiamo finalmente incontrare, pieni di stupore, pieni di gioia.

Amen.

Dettagli
  • Data: Settembre 20, 2021
  • Testi:
  • Passaggio: Genesi 2, 7 e 18-25